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Legumi e soia associati a una netta riduzione del rischio di ipertensione, secondo uno studio

I ricercatori hanno determinato che il consumo quotidiano di legumi e soia è associato a una sensibile riduzione del rischio di ipertensione. Le quantità associate ai migliori benefici.
A cura di Andrea Centini
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Mangiare legumi e soia è associato a una riduzione significativa del rischio di ipertensione, tra i principali fattori in grado di catalizzare malattie cardiovascolari anche gravi, come l’infarto del miocardio e l’ictus ischemico. È quanto emerso da un nuovo e approfondito studio pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha valutato l’associazione tra il consumo di questi prodotti di origine vegetale e i valori della pressione. È stato determinato che chi consuma ogni giorno fino a 170 grammi di legumi come piselli, ceci, fagioli e lenticchie presenta un rischio ridotto di ipertensione del 30 percento rispetto a chi ne consuma pochi (o nessuno); allo stesso modo, una riduzione analoga si osserva con un consumo di 60–80 grammi di alimenti a base di soia, come latte di soia, edamame, tofu, tempeh e altri.

A determinare che i legumi e la soia sono associati a una significativa riduzione del rischio di ipertensione è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati britannici della Facoltà di Sanità Pubblica dell’Imperial College London, che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi di vari istituti. Fra quelli coinvolti figurano il King’s College London, la Facoltà di Salute e Benessere dell’Università di Winchester, il Dipartimento di ricerca – Registro dei tumori della Norvegia dell’Istituto norvegese di sanità pubblica di Oslo e il Dipartimento di Nutrizione dell’Oslo New University College. I ricercatori, coordinati dal professor Dagfinn Aune, docente presso il Dipartimento di Epidemiologia e Biostatistica dell’ateneo londinese, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto una revisione sistematica e una meta analisi di diversi studi prospettici, con l’obiettivo di verificare l’associazione tra il consumo di legumi e soia e il minor rischio di ipertensione. Negli studi sono stati coinvolti complessivamente poco meno di 600.000 partecipanti, con 180.000 casi di ipertensione. La pressione elevata, come indicato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), si determina quando la pressione sistolica (massima) è compresa tra 130–139 mmHg e quella diastolica (minima) tra 85–89 mmHg.

Incrociando tutti i dati, è emerso che chi consumava quantità elevate di legumi aveva il 16 percento di probabilità in meno di sviluppare l’ipertensione rispetto a chi ne mangiava pochi; analogamente, un consumo elevato di soia era associato a un rischio ridotto del 19 percento rispetto a chi consumava pochi alimenti a base di questa fabacea (una pianta erbacea delle Leguminose). Il professor Aune e colleghi si sono concentrati anche sulle dosi giornaliere, rilevando una riduzione lineare del rischio fino al 30 percento per un consumo di legumi di circa 170 grammi al giorno e del 28–29 percento per un consumo di soia tra 60 e 80 grammi al giorno. Oltre queste soglie non si osservavano ulteriori riduzioni del rischio.

I ricercatori spiegano che legumi e soia possono tenere a bada la pressione alta grazie alla presenza di potassio, magnesio e fibre alimentari, noti per abbassare la pressione sanguigna. Anche la fermentazione delle fibre è associata a questo beneficio, grazie alla produzione di acidi grassi a catena corta “che influenzano la dilatazione dei vasi sanguigni”, mentre “il contenuto di isoflavoni nella soia sembra contribuire ad abbassare la pressione sanguigna”, hanno spiegato gli scienziati in un comunicato stampa. Tra gli isoflavoni benefici figurano la genisteina e la daidzeina. Le fibre, fra le altre cose, migliorano la funzione endoteliale e riducono l’infiammazione. Il consumo di legumi e soia è associato anche a un minor rischio di obesità, una condizione che a sua volta è legata all’ipertensione.

Nonostante l’inclusione di solidi studi prospettici, l’analisi dose–risposta dettagliata e il significativo numero di partecipanti coinvolti, i ricercatori hanno sottolineato che l’indagine presenta alcuni limiti, come l’alta eterogeneità tra le ricerche analizzate e le differenze nei tipi di legumi. Ciò nonostante, i risultati sono significativi ed evidenziano ancora una volta i benefici associati alle diete basate su alimenti vegetali. “Sebbene siano necessari ulteriori studi su larga scala per la conferma, questi risultati forniscono ulteriori prove a sostegno delle raccomandazioni dietetiche rivolte al pubblico, che invitano a dare priorità e integrare legumi e alimenti a base di soia come fonti proteiche salutari nella dieta”, hanno chiosato Aune e colleghi. I dettagli della ricerca “Legume and soy consumption and the risk of hypertension: a systematic review and dose–response meta-analysis of prospective studies” sono stati pubblicati su BMJ Nutrition, Prevention & Health.

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