Le splendide foto della rana appenninica: vive solo in Italia e gracida sott’acqua

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Rana appenninica (Rana italica). Credit: Giacomo Salomone
Il fotografo naturalista Giacomo Salomone ha incontrato una minuscola rana appenninica, che ha immortalato in alcuni bellissimi scatti. Questo anfibio è endemico dell’Italia e ha la peculiarità di gracidare solo sott’acqua.

Gli appassionati di fotografia naturalistica molto spesso si inoltrano in mezzo alla natura con un chiaro obiettivo da portare a casa: che si tratti di un uccello, un ungulato o un qualsiasi altro animale, prima di un'escursione c'è sempre (o quasi) la cosiddetta lista dei "desiderata". Sovente, però, durante appostamenti e passeggiate ci si imbatte in qualcosa di inatteso in grado di svoltare la giornata, magari non così fortunata come la si era immaginata, fino al momento propizio. È ciò che è accaduto recentemente all'esperto fotografo Giacomo Salomone, che in passato ha condiviso con Fanpage.it i suoi splendidi scatti di succiacapre, marmotte, daini, assioli e altri animali. Questa volta ha incontrato qualcosa di più piccolo, ma estremamente affascinante: una rana appenninica (Rana italica), specie di anfibio anuro endemica dell'Italia, cioè che vive solo ed esclusivamente nel nostro Paese.

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Rana appenninica (Rana italica). Credit: Giacomo Salomone

Come raccontato dal Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), la rana appenninica è distribuita lungo l'omonima catena montuosa dalla Liguria centrale alla Calabria, a un'altitudine compresa tra 100 e 1500 metri, «con prevalenza nelle fasce collinari da 400 a 600 m di quota». La sezione italiana dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), tuttavia, indica che la specie si può incontrare anche a 30 metri di quota, quindi quasi in zone pianeggianti. È più diffusa lungo il versante tirrenico degli Appennini. Ciò che è certo è che la specie predilige gli ambienti forestali associati a ruscelli e piccoli torrenti, nei quali depone le uova tra il tardo inverno e la primavera. Talvolta persino a gennaio. Non disprezza nemmeno i fontanili, purché abbiamo acqua limpida e fresca. Più raramente la si vede negli stagni, come accade con altre specie di rane, in particolar modo quelle del gruppo “verde”.

La rana appenninica fa parte del gruppo delle cosiddette rane rosse, assieme a rana agile (Rana dalmatina), rana di Lataste (Rana latastei) e rana temporaria o rana rossa (Rana temporaria). Il nome rosso è dovuto alla colorazione, che tuttavia risulta molto variabile: nella rana appenninica, ad esempio, si spazia dal rossastro al marroncino, passando per verdastro, beige e altre sfumature. Presenta inoltre due fasce scure ai lati degli occhi, mentre il dorso può essere costellato da piccoli puntini o adornato dal disegno di una V rovesciata. Sotto la gola è presente una linea mediana scura che può essere utile per distinguere la rana appenninica da altre specie affini, come la rana agile. Anche la lunghezza delle zampe posteriori è considerato un carattere utile al riconoscimento. La variabilità della livrea legata ai cromatofori è comunque significativa e può essere influenzata da vari fattori, come radiazione solare, ormoni e temperatura. In genere le femmine sono più rossicce e i maschi – più piccoli – chiari.

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Rana appenninica (Rana italica). Credit: Giacomo Salomone

Gli adulti possono arrivare fino a 6 – 7 centimetri, come indicato dal PNALM, ma l'esemplare incontrato da Giacomo era decisamente più piccolo, “più o meno come un unghia”, ha affermato. “Circa due settimane fa – racconta a Fanpage.it – mi trovavo tra i boschi dell’Appennino laziale, nei pressi del torrente Melfa, per una delle mie solite uscite fotografiche alla ricerca di fauna selvatica. Ero lì con l'intenzione di osservare e, con un po' di fortuna, fotografare qualche animale, ma come spesso accade in natura, le sorprese arrivano quando meno te le aspetti. Mentre esploravo la zona lungo il torrente, la mia attenzione è stata catturata da una rana appenninica. Non era il soggetto che stavo cercando, ma incontrarla nel suo ambiente naturale è stata una piacevole sorpresa.” Le bellissime foto che ha gentilmente condiviso con noi rendono giustizia all'incontro con un animale così affascinante e non esattamente facile da vedere.

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Rana appenninica (Rana italica). Credit: Giacomo Salomone

La rana appenninica gracida solo sott'acqua

La rana appenninica non si allontana troppo dall'acqua, utile anche come "rifugio" in caso di pericoli e predatori nelle vicinanze. Nel periodo riproduttivo questo anfibio vive praticamente sempre in acqua. Un dettaglio curioso risiede nelle vocalizzazioni: i maschi gracidano solo sott'acqua, quindi nella maggior parte dei casi non li si può udire se non con un idrofono, strumento usato decisamente più spesso dai cetologi che dagli erpetologi. Tuttavia, se la rana si trova appena sotto la superficie dell'acqua, è possibile cogliere i suoni prodotti per attirare le femmine.

La specie, come indicato nella Lista Rossa dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), non è in pericolo di estinzione ed è fortunatamente classificata con codice LC, minima preoccupazione, sebbene non si conosca il trend della popolazione. Deve comunque affrontare alcune significative minacce, che spaziano dalla perdita di habitat all'inquinamento ambientale, passando per predazione da parte di specie aliene e mortali infezioni fungine che stanno facendo strage di anfibi in tutto il mondo.

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