Le foto della cincia dal ciuffo, la più elegante cincia d’Italia: in quali regioni si può vedere

Tra i passeriformi maggiormente diffusi in Italia vi sono le cince, delle quali la cinciallegra (Parus major) e la cinciarella (Cyanistes caeruleus) sono sicuramente le più conosciute e comuni, oltre a essere le più colorate. Si tratta di piccoli e graziosi uccelli insettivori appartenenti alla famiglia Paridae che popolano boschi, foreste, parchi e giardini, il cui canto è un gradevole accompagnamento per chi vive la natura. Pur essendo tutte belle, fra le cince ve n'è una che si distingue per indiscussa eleganza: la cincia dal ciuffo (Lophophanes cristatus), così chiamata per la spettacolare cresta triangolare bianca e nera sulla testa, sempre visibile e che viene spesso sollevata. Alla luce del suo aspetto peculiare, come mostrano le splendide foto di Gabriella Motta e Claudia Mai che trovate nell'articolo, è una specie piuttosto ambita da fotografi naturalisti e appassionati di birdwatching.

La cincia dal ciuffo ha una lunghezza massima di una dozzina di centimetri, mentre l'apertura alare si attesta sui 20 centimetri. Il piumaggio del corpo non è molto diverso da quello della cincia bigia (Poecile palustris), con il castano del dorso che contrasta con l'addome bianco sporco. È la testa a presentare gli elementi distintivi, come la sopracitata cresta con un pattern di disegni bianchi e neri che si alternano. Da dietro gli occhi, inoltre, parte una sorta di V nera adagiata su un fianco che contrasta con le “guance” grigie e bianche. La gola è nera e prosegue con un sottile collarino dello stesso colore. L'occhio è marrone, il becco piccolo, appuntito e nero, mentre le robuste zampe sono grigio ardesia. Si tratta dunque di un uccello molto bello, che può regalare splendidi scatti a chi ha la pazienza di appostarsi e attendere che esca allo scoperto tra i rametti.

Come spiegato dalla Lipu, la cincia dal ciuffo è un specie “tipicamente associata alle foreste di conifere, prediligendo le peccete pure o miste a larice, dove spesso convive con la cincia mora.” La biologa Gabriella Motta, che vive in Liguria, ha affermato a Fanpage.it che coppie stanziali vivono sulle alture di Genova, “ad esempio sulle alture di Arenzano all'interno di un piccolo bosco di pini neri.” È proprio qui che ha scattato alcune delle bellissime fotografie che trovate nell'articolo.

Anche la fotografa naturalista Claudia Mai, cui dobbiamo gli splendidi scatti del picchio nero e del basettino, ha avuto l'opportunità di incontrare questi graziosi uccelli. Nel caso specifico, li ha fotografati da un capanno in un bosco della Lombardia, popolato da diverse specie di cince. “Fotografare da capanno viene spesso considerato un modo “semplice” per immortalare i passeriformi – ha raccontato Claudia ai nostri microfoni – ma la realtà è ben diversa. Le occasioni non sono mai garantite e ogni scatto richiede tempo, silenzio e molta pazienza. In questa situazione, però, la natura mi ha regalato un bel momento: sono riuscita a fotografare la cincia dal ciuffo, una presenza discreta ma affascinante.”

Questa specie non è diffusa in tutta Italia, ma è concentrata principalmente lungo l'arco alpino e in alcune aree collinari delle regioni settentrionali. La popolazione appenninica, come confermato dalla Lipu, è in espansione e sta ampliando l'areale verso le regioni centrali, dove recentemente ha raggiunto boschi di conifere anche nelle Marche, in Umbria e nella Toscana meridionale. Nel Lazio non ci è mai capitato di incontrarla, ma alla luce delle recenti “conquiste” nelle regioni limitrofe, è molto probabile che possa espandersi efficacemente anche in questo territorio.

La cincia dal ciuffo, fortunatamente, si trova in uno stato di conservazione favorevole anche in Italia e, come indicato, i numeri sono in aumento. Si stima che nel nostro Paese vi siano infatti dalle 30.000 alle 60.000 coppie nidificanti. Si tratta di una specie fondamentalmente sedentaria, ma anche migratoria irregolare, come indicato nella Guida degli Uccelli d'Europa, Nord Africa e Vicino Oriente di Lars Svensson, considerata una sorta di “bibbia” dagli amanti di avifauna. Soprattutto in inverno, è possibile osservare esemplari di cincia dal ciuffo in compagnia di altre cince (come la mora e la bigia) e altri piccoli passeriformi, alla stregua codibugnoli e regulidi (regolo e fiorranncino). Il canto, spiega Svensson, è caratterizzato da una serie di versi e note acute “pronunciati con un ritmo veloce”, zi-zi-ziut-birrure-zi-zi, etc etc. Potete ascoltare il canto nella cincia bigia nella pagina della Lipu dedicata alla specie.