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Covid 19
5 Febbraio 2022
15:00

La quarta dose con un vaccino Covid specifico contro Omicron non migliorerebbe la protezione

Un booster specifico contro la variante Omicron non offrirebbe una protezione migliore del vaccino anti Covid già disponibile, secondo un nuovo studio.
A cura di Andrea Centini
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In base ai risultati di un nuovo studio, la quarta dose basata su un vaccino anti Covid aggiornato contro la variante Omicron (B.1.1.529) potrebbe non offrire una protezione e un'immunità maggiori rispetto a un booster "standard", ovvero basato su un vaccino già disponibile. In altri termini, contro la variante Omicron non si otterrebbero benefici utilizzando vaccini aggiornati e specifici, poiché quelli a disposizione fanno benissimo il proprio mestiere, soprattutto nel proteggere dalla forma grave della COVID-19 e dalla morte. In questo momento le case farmaceutiche impegnate nella lotta al patogeno pandemico stanno sviluppando vaccini anti Omicron specifici, ma la loro autorizzazione è sempre stata incerta. Se i risultati della nuova ricerca – ancora preliminare – dovessero essere confermati da altre indagini, non è inverosimile che la sperimentazione venga annullata.

A determinare che un booster anti Omicron non garantisce un'immunità migliore di un booster basato su un vaccino standard – nello specifico lo Spikevax di Moderna – è stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) dei National Institutes of Health (NIH), che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi dello Yerkes National Primate Research Center dell'Università Emory di Atlanta, del Dipartimento di Immunologia e Malattie Infettive della Scuola di Salute Pubblica “T.H. Chan” dell'Università di Harvard, di Bioqual, di Moderna e altri centri di ricerca. Gli scienziati, coordinati dal professor Matthew Gagne, ricercatore presso il Vaccine Research Center dello NIAID, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver condotto alcuni esperimenti con i macachi. Come specificato dagli esperti, a causa delle molteplici mutazioni la variante Omicron possiede una una sostanziale resistenza alla neutralizzazione, da parte degli anticorpi innescati dai vaccini anti Covid basati sulle proteine S o Spike dei ceppi ancestrali del coronavirus SARS-CoV-2, quelli di Wuhan. Pertanto è stato ipotizzato che vaccini aggiornati e specifici contro la proteina Spike di Omicron potessero offrire una risposta immunitaria e una protezione migliori. È proprio ciò che hanno indagato i ricercatori americani col nuovo studio.

Nello specifico, hanno immunizzato alcuni macachi con due dosi di Spikevax di Moderna (la seconda dose a quattro settimane dalla prima) e li hanno suddivisi in due gruppi: alla 41esima settimana il primo ha ricevuto un booster / richiamo (terza dose) di vaccino standard; il secondo un booster con una formulazione specifica anti Omicron. I ricercatori hanno successivamente analizzato le risposte immunitarie nei due gruppi di macachi, determinando che tra i due richiamo non sussistono differenze significative in termini di immunità e protezione. Due settimane dopo la terza dose i titoli anticorpali contro la variante Omicron sono aumentati rispettivamente a 2980 per il booster Spikevax e a 1930 per il booster anti Omicron, suggerendo una risposta umorale analoga. “A seguito di entrambi i booster, il 70 – 80 percento dei linfociti B specifici contro la proteina Spike era cross-reattivo sia contro WA1 (il ceppo originale del coronavirus SARS-CoV-2 NDR) che contro Omicron”, hanno scritto il professor Gagne e i colleghi.

Gli studiosi hanno anche studiato la reazione dei macachi esposti al virus, osservando che dopo entrambe le dosi di richiamo si è verificato "un controllo significativo ed equivalente della replicazione del virus nelle vie aeree inferiori". In pratica, i macachi erano protetti allo stesso modo dai due booster differenti. Alla luce di questi risultati gli autori della ricerca ritengono che un booster specifico anti Omicron potrebbe non fornire una maggiore immunità o protezione in confronto a un richiamo basato sul vaccino di Moderna standard. In passato risultati simili contro la variante Beta avevano portato alla sospensione della ricerca di un vaccino specifico contro di essa, pertanto la nuova ricerca potrebbe portare a conseguenze analoghe anche per i vaccini anti Omicron. I dettagli della ricerca “mRNA-1273 or mRNA-Omicron boost in vaccinated macaques elicits comparable B cell expansion, neutralizing antibodies and protection against Omicron” sono stati caricati nel database BioRxiv, in attesa della revisione fra pari e la pubblicazione su una rivista scientifica.

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