Il segnale del terremoto in Giappone è inquietante, ma c’è un motivo: il suono mette in allerta il cervello
Il Giappone è uno dei Paesi più sismici al mondo, con migliaia di scosse registrate ogni anno. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi di lieve entità, ma non è raro che la terra tremi con una forza tale da provocare danni a edifici e persone. È quanto successo lo scorso 28 luglio, quando una scossa di magnitudo 7.1 ha colpito la prefettura di Kumamoto, nel Sud dell'arcipelago, causando crolli, feriti e almeno 38 morti. Proprio per la familiarità con questi fenomeni sismici, il Giappone si è dotato di un avanzato sistema di Allerta Precoce per i Terremoti, gestito dalla Japan Meteorological Agency (JMA), l'Agenzia meteorologica nazionale. Il servizio è operativo dal primo ottobre del 2007 e gli avvisi per la popolazione vengono diffusi non solo via smartphone – tramite il sistema di Cell Broadcast, analogo al nostro IT-Alert – ma anche tramite canali più tradizionali come radio, TV o sirene installate in strada.
In questo secondo caso, ad avvisare i cittadini del pericolo è soprattutto una particolare melodia, utilizzata dall'emittente pubblica NHK, che è stata studiata a tavolino per trasmettere immediatamente un senso d'inquietudine e urgenza che spinge chi l'ascolta ad attivarsi per mettersi al sicuro.
Perché il suono dell'allarme NHK è difficile da ignorare
Un terremoto tende a propagarsi principalmente con due tipologie di onde sismiche, le quali viaggiano a velocità differenti. Le più veloci e meno distruttive sono le onde P (dette onde primarie o di compressione) che provocano un movimento verticale del terreno. Queste onde vengono rilevate per prime dai sismografi e permettono di lanciare l'allarme prima che arrivino le onde S, le quali muovono il suolo orizzontalmente e sono le più pericolose per gli edifici. Su Fanpage.it abbiamo parlato di questa dinamica in occasione del devastante sisma in Venezuela dello scorso giugno.
In Giappone, quando l'intervallo di tempo tra le due tipologie di onde lo permette, l'NHK interrompe le proprie trasmissioni per lanciare l'allerta e permettere alla popolazione di mettersi al riparo. Questo messaggio di pericolo viene sempre anticipato da un segnale acustico sviluppato a suo tempo dal professor Toru Ifukube, esperto di ingegneria acustica all'Università di Tokyo.
Ifukube voleva che il suono potesse attirare l'attenzione anche in ambienti rumorosi, pieni di distrazioni acustiche, e per raggiungere lo scopo ha lavorato principalmente su due accordi complessi, alternati a misura proprio per creare una tensione sonora irresistibile. La sovrapposizione di note maggiori (più "allegre") e note minori (più "tristi") crea infatti una forte dissonanza, mentre il rapido cambiamento dell'altezza dei suoni aumenta la sensazione di urgenza nell'uditore.
Lo stesso esperto ha spiegato in un'intervista al quotidiano Mainichi di essersi ispirato ai cosiddetti suoni FM, variazioni sonore che il nostro cervello riesce a riconoscere con particolare efficacia, e che in natura si trovano in continuazione. Il pianto del neonato è un classico esempio di suono FM, capace di mettere immediatamente sul chivalà l'adulto che si trova ad ascoltarlo.
Grazie a queste caratteristiche sonore, la melodia di Ifukube è ormai nota in tutto il Giappone come il preludio a un pericolo imminente. A tal proposito, giornalisti e media nipponici non mancano mai di sottolineare una coincidenza curiosa. L'ingegnere è infatti il nipote di Akira Ifukube, compositore della colonna sonora del disaster movie più importante della storia del Giappone: il primo film Godzilla (1954) che inaugurò la fortunata saga del kaiju più famoso al mondo.