Il misterioso oggetto scoperto oltre Plutone potrebbe essere un nuovo pianeta nano
Era martedì sera, 13 ottobre 2026, quando l’astrofisico Matthew Holman del Centro di Astrofisica Harvard & Smithsonian stava passando al setaccio i dati dell’Osservatorio Vera C. Rubin in Cile raccolti all’inizio dell’anno. Un suo collega, Kevin Napier, aveva sviluppato un codice in grado di analizzare miliardi di rilevamenti di corpi celesti in movimento, confrontarli e trovare quelli corrispondenti a uno stesso oggetto. Tutto sembrava procedere come normalmente, tra asteroidi, rumore e riflessi. Poi una fila di rilevamenti si dispose in ordine e Holman notò immediatamente che luminosità e distanza indicavano che si trattava di un oggetto di insolitamente grande. “All’inizio ero stupito e incredulo. Oggetti di quel tipo sono molto rari, per cui ho subito cercato di capire se avessi commesso un errore o se ci fosse qualcosa che non andava nel codice” ha raccontato. Nulla sembrava però lasciare spazio a dubbi.
Il responsabile del team di ricerca dell’Osservatorio Rubin dedicato allo studio del Sistema solare, il professor Mario Jurić, iniziò ad esaminare i cataloghi e le immagini raccolte dal progetto, trovando altre 20 osservazioni di quello stesso corpo celeste, risalenti a marzo 2026. L’oggetto era presente anche in immagini d’archivio ottenute in altre campagne astronomiche, risalenti addirittura al 2016.
Mettendo insieme tutte queste osservazioni, il team è riuscito a ricostruire l’orbita dell’oggetto, chiamato provvisoriamente 2026 ED138, per oltre dieci anni. Si trova in una regione del cielo vicina al piano della Via Lattea, una zona densamente popolata da milioni di stelle, a una distanza di circa 46 unità astronomiche dal Sole, oltre l’orbita di Plutone, rientrando così nella categoria degli oggetti transnettuniani, ovvero oggetti che orbitano attorno al Sole a una distanza maggiore di quella di Nettuno.
2026 ED138 potrebbe essere un nuovo pianeta nano
Non tutti gli oggetti transnettuniani sono considerati pianeti nani, ma 2026 ED138 è un forte candidato. Basandosi sulla distanza, la luminosità e la riflettività superficiale stimata, le dimensioni di ED138 sarebbero infatti comprese tra i 600 e 1.500 chilometri, probabilmente sufficienti perché la sua stessa gravità lo abbia reso quasi sferico, uno requisiti stabiliti dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU) per la classificazione come pianeta nano. Gli altri criteri prevedono che orbiti attorno al Sole, non sia un satellite e non abbia ripulito la propria orbita da altri corpi celesti, a differenza dei pianeti veri e propri, che soddisfano anche quest’ultima condizione.
Se ulteriori ricerche confermeranno le attese, 2026 ED138 diventerebbe il sesto pianeta nano riconosciuto, dopo Plutone, Cerere, Eris, Haumea e Makemake. I risultati di questa indagine preliminare sono stati annunciati dal Minor Planet Center (MPC) dell’Unione Astronomica Internazionale, con la circolare elettronica MPEC 2026-U85, pubblicata il 27 ottobre 2026.