I cristalli di acido urico nei campioni di urine sembrano coriandoli, le foto: “Non sempre sono patologici”

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Cristalli di acido urico
Visti al microscopio, i cristalli di acido urico possono assomigliare a una vera e propria cascata di coriandoli. La presenza di questi piccoli corpuscoli variopinti, tuttavia, non è sempre un segno di patologia. Le foto dei vetrini di laboratorio.

La presenza di cristalli nelle urine non sempre corrisponde a una malattia in corso, dato che alcuni di essi – come quelli di acido urico prodotto in particolar modo dal fegato – possono formarsi anche in persone perfettamente sane. Ad esempio, una dieta ricca di carni rosse e interiora, moderata disidratazione, caldo eccessivo e altre condizioni benigne e temporanee, sono tutti fattori potenzialmente coinvolti. Anche la conservazione dei campioni di urine può comportare la comparsa dei cristalli.

Come spiegato dal Gruppo San Donato, questi corpuscoli possono non essere percettibili a occhio nudo, ciò nonostante diventano estremamente evidenti quando vengono osservati al microscopio. Nei vetrini di laboratorio, infatti, i cristalli di acido urico si manifestano come una vera e propria cascata di coriandoli variopinti. La forma dominante è quella romboidale a punta di freccia, sebbene non manchino aggregati informi e qualche silhouette atipica, con bordi meno netti e definiti dei pezzi "più belli".

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Cristalli di acido urico

Come si vede nelle foto che accompagnano l'articolo, gentilmente inviateci dalla biologa di un laboratorio analisi, i colori sono molteplici e abbracciano tutti quelli dell'arcobaleno: dall'indaco al blu, passando per verde e giallo fino a quelli con lunghezze d'onda maggiori e frequenze più basse, l'arancione e il rosso. In alcuni di questi cristalli sono presenti più colori, disposti nella tipica struttura dello spettro luminoso della luce visibile (lo spettro elettromagnetico che può essere percepito dall'occhio umano). La ragione è semplice: i colori, infatti, derivano da fenomeni ottici come rifrazione, riflessione e diffusione della luce visibile, che attraversando i cristalli viene “separata” e distribuita con i bellissimi toni che tutti conosciamo.

È per questo motivo che un campione di urine con presenza di cristalli di acido urico può presentarsi come una sorta di quadro di arte astratta, o come un marciapiede dopo il passaggio dei carri di Carnevale. Le fotografie che vedete sono state scattate con un telefono cellulare posizionato sull'oculare del microscopio, con un ingrandimento di 20X. Prima di finire sul vetrino, il campione fresco viene centrifugato e trattato secondo precise linee guida, come quelle della SIBioC, la Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia molecolare clinica.

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Cristalli di acido urico

La presenza di cristalli nelle urine è significativa solo per quantità consistenti e per alcuni tipi di cristalli”, ha spiegato a Fanpage.it la biologa autrice degli scatti che trovate nell'articolo. “La maggior parte dei cristalli non strettamente patologici precipita nelle urine a seguito di determinate condizioni preanalitiche (es. campione conservato in frigo), ma anche per elevata concentrazione di sali da fattori fisiologici o para-fisiologici (es. alimenti). Anche alcuni farmaci possono dare luogo alla presenza di particolari precipitati nelle urine. I cristalli di acido urico possono ritrovarsi in urine acide. Il loro riscontro in grandi quantità, con forme di medie/grosse dimensioni e/o formazione di aggregati e/o persistenti in campioni ripetuti, costituisce indicazione ad uno studio metabolico più approfondito”, ha aggiunto l'esperta.

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Cristalli di acido urico

Tra i cristalli sempre associati a una patologia ci sono quelli di cisteina e i triplo fosfati, mentre quelli di acido urico possono essere non patologici, a seconda delle condizioni del paziente. “In base a età, reparto e condizione clinica generica del paziente si valuta di volta in volta se segnalare determinati cristalli, si fa una riflessione clinica, mentre altri vanno segnalati sempre”, evidenzia la scienziata. Tra quelli su cui può essere fatta una valutazione vi sono quelli di ossalato di calcio, che vengono refertati o meno sulla base di presenza di sangue, emazie e altri parametri. I cristalli di acido urico possono essere correlati alla gotta, una malattia metabolica che, come spiegato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), si caratterizza per elevati livelli di acido urico nel sangue (iperuricemia), che si deposita sotto forma di cristalli nelle articolazioni e altri tessuti.

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Cristalli di acido urico

L'Istituto Humanitas sottolinea che l’acido urico “è il prodotto finale del metabolismo delle purine”, ovvero molecole organiche azotate che sono alla base dei nucleotidi del DNA (acido desossiribonucleico) e dell'RNA (acido ribonucleico). Tra gli alimenti che ne contengono di più figurano carni rosse, fegato, selvaggina, pesci grassi, crostacei, molluschi e anche alcuni legumi, mentre fra quelli che ne contengono meno vi sono ad esempio i latticini, frutta, verdura e cereali. Chiaramente le purine non rappresentano un problema in sé, ma possono diventarlo quando si determina un eccesso. I test dell'acido urico possono indicare anche la presenza di nefropatia acuta e altre condizioni associate all'insufficienza renale. L'accumulo dei cristalli, che può essere catalizzato anche da alcune infezioni, può favorire la formazione di calcoli renali.

Bere molta acqua durante la giornata può aiutare a diluire le urine e prevenire la formazione di cristalli. Inoltre, è importante seguire una dieta in cui si riduca l’assunzione di proteine, sale, zucchero, cibi ad alto contenuto di purine come gli alcolici. Uno stile di vita sano e una regolare attività fisica possono aiutare a prevenire la formazione dei cristalli”, sottolinea nel comunicato del Gruppo San Donato l'urologo dott. Ioannis Kartalas Goumas, responsabile dell’Unità operativa di Urologia dell’istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano.

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