3 Ottobre 2022
14:08

I cereali raffinati sono associati a un rischio superiore di malattia coronarica prematura

Un team di ricerca iraniano ha determinato che il consumo di cereali raffinati è legato a un rischio maggiore di PCAD. Cos’è e quali sono i rischi per la salute.
A cura di Andrea Centini

I cereali raffinati sono associati a un rischio superiore di malattia coronarica prematura, mentre i cereali integrali determinano una probabilità ridotta di sviluppare la condizione. Lo ha dimostrato un team di ricerca iraniano guidato da scienziati del Centro di ricerca cardiovascolare di Isfahan, che ha condotto uno studio specifico per valutare gli effetti sulla salute delle due differenti tipologie di cereali. Poiché i cereali raffinati – come riso bianco, farina e pane bianco, crackers e fiocchi per la colazione non integrali etc etc – in alcuni modelli alimentari hanno totalmente sostituito l'uso dei prodotti integrali, gli scienziati ne stanno studiando da tempo le conseguenze nutrizionali e i rischi per la salute.

Per cereali raffinati si intendono quelli integrali sottoposti al processo di raffinazione, attraverso il quale vengono privati di una o due delle tre componenti principali che compongono i chicchi: la crusca, cioè la parte esterna, ricca di fibre, antiossidanti e vitamina B; l'endosperma, che contiene carboidrati, vitamine e rappresenta la porzione più grande; e il germe o embrione; che contiene vitamine B, vitamina E, antiossidanti e altri micronutrienti. È noto da tempo che il processo di raffinazione / lavorazione elimina una porzione significativa di proteine e altre sostanze nutritive dai chicchi, tanto da dover introdurre la procedura di “arricchimento” dei cereali raffinati, come avviene spesso per quelli destinati alla prima colazione. Il processo di raffinazione non solo riduce l'indice nutrizionale dei cereali, ma può anche comportare l'introduzione di composti potenzialmente malsani, come zuccheri, grassi, sale etc etc. Non c'è dunque da stupirsi che i cereali raffinati possano essere associati alla malattia coronarica prematura, come emerso dal nuovo studio.

Per malattia coronarica prematura o PCAD ci si riferisce al “restringimento aterosclerotico delle arterie coronarie nei maschi sotto i 55 anni o nelle femmine sotto i 65 anni”, si legge nel comunicato stampa dell'ateneo iraniano. La condizione può portare al dolore toracico e persino all'infarto, a causa del restringimento dei vasi o della rottura della placca. “I fattori di rischio per la PCAD includono il fumo, il colesterolo alto, la pressione alta e il diabete”, scrivono gli scienziati iraniani. Secondo l'autore principale dello studio, il professor Mohammad Amin Khajavi Gaskarei del Centro di ricerca cardiovascolare di Isfahan e dell'Istituto di ricerca cardiovascolare dell'Università di scienze mediche di Isfahan, “una dieta che includa il consumo di un'elevata quantità di cereali malsani e raffinati può essere considerata simile al consumo di una dieta contenente molti zuccheri e oli malsani”.

Gli scienziati sono giunti alle loro conclusioni dopo aver coinvolto in uno studio oltre 2mila pazienti con PCAD sottoposti ad angiografia coronarica (donne con meno di 70 anni e uomini con meno di 60 anni) e aver confrontato la loro situazione con quella di oltre 1.100 persone con coronarie sane. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a questionari alimentari, dai quali è emerso – dopo l'aggiustamento dei fattori confondenti – una chiara associazione tra il consumo di cereali raffinati e l'aumento del rischio di PCAD. “Poiché più studi dimostrano un aumento del consumo di cereali raffinati a livello globale, nonché l'impatto sulla salute generale, è importante trovare modi per incoraggiare ed educare le persone sui benefici del consumo di cereali integrali”, ha chiosato il professor Khajavi Gaskarei. I dettagli della ricerca saranno presentati all'American College of Cardiology (ACC) Middle East 2022, che si terrà a Dubai (Emirati Arabi Uniti) tra il 7 e il 9 ottobre.

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