video suggerito
video suggerito

Epidemia di ciclosporiasi negli USA, come si sarebbe diffusa a oltre 3.000 persone: l’ipotesi di frutta e verdura

Le autorità sanitarie statunitensi stanno indagando sull’origine dell’epidemia di ciclosporiasi che ha già colpito oltre 3.000 persone. Tra le ipotesi c’è la contaminazione di frutta e verdura fresche.
Il parassita Cyclospora cayetanensis, responsabile dell'infezione intestinale chiamata ciclosporiasi, osservato al microscopio. Credit: CDC
Il parassita Cyclospora cayetanensis, responsabile dell'infezione intestinale chiamata ciclosporiasi, osservato al microscopio. Credit: CDC

L’epidemia di ciclosporiasi scoppiata negli Stati Uniti ha superato i 3.000 casi: in Michigan, i dati aggiornati ad oggi 13 luglio riportano 2.640 infezioni, di cui 44 ricoveri ospedalieri. In Ohio, nelle contee al confine con il sud-est del Michigan, le autorità sanitarie segnalano 434 casi, con almeno 28 persone ricoverate in ospedale. Numeri che non hanno ancora riscontro nei dati dei CDC americani, in ritardo con l’aggiornamento della sorveglianza, che riporta meno di un migliaio di casi in 31 stati.

Diverse giurisdizioni hanno segnalato un aumento dei casi nelle ultime due settimane rispetto allo stesso periodo del 2025  – rendono noto i CDC – . Ipotizziamo un ritardo di segnalazione di 6 settimane tra l’insorgenza della malattia e la segnalazione del caso ai CDC; pertanto, prevediamo che il numero dei casi continuerà ad aumentare man mano che i dati verranno ricevuti”.

In questo contesto, è ancora un’ipotesi anche l’origine dell’epidemia. Gli investigatori statali e federali affermano di non essere ancora riusciti a determinare la fonte o le fonti responsabili dei casi, sebbene le epidemie che solitamente si verificano negli Stati Uniti siano associate al consumo di prodotti contaminati, inclusa frutta e verdura freschi, come lamponi, more, fragole, mirtilli e vari tipi di lattuga.

La malattia si manifesta con sintomi ad insorgenza improvvisa, che comprendono diarrea acquosa accompagnata da nausa. Altri sintomi includono febbre, crampi addominali e vomito.

L’epidemia negli USA: oltre 3.000 casi

Nonostante gli oltre 3.000 casi di infezione tra Michigan e le contee di confine dell’Ohio facciano sembrare questi territori come l’epicentro dell’epidemia di ciclosporiasi scoppiata negli Stati Uniti, il reale numero di casi non è noto. A complicare la stima è anche la decisione dei CDC di rendere facoltativo, a partire da 1° luglio 2025, il monitoraggio di Cyclospora attraverso il principale strumento di sorveglianza delle malattie di origine alimentare, il FoodNet.

Il Michigan è uno degli Stati che ha comunque mantenuto attiva la sorveglianza, ma sono in corso indagini anche su diversi focolai in Illinois, a New York City e nello stato di New York, in Pennsylvania e in Texas. Altri focolai sono stati segnalati in Alabama, Kentucky, Pennsylvania, Tennessee, Virginia e West Virginia.

Cos'è la ciclosporiasi e come si contrae

La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal protozoo Cyclospora cayetanensis, un parassita che si trasmette per via oro-fecale, di solito tramite acqua o cibi contaminati. Le persone contraggono l’infezione ingerendo acqua o alimenti contaminati dalle forme infettanti del parassita.

La trasmissione diretta da persona a persona è considerata improbabile, perché il parassita eliminato con le feci necessita di un periodo di maturazione nell'ambiente prima di diventare infettante. Negli Stati Uniti, le epidemie di ciclosporiasi sono documentate sempre più frequentemente, con circa 1.000-2.000 casi di infezione segnalati ogni anno ai CDC, soprattutto durante i mesi estivi.

L’ipotesi di frutta e verdura come causa delle diffusione

Al momento non è stata ancora identificata la causa dei focolai, ma l’ipotesi principale è che il parassita sia stato trasmesso attraverso il consumo di frutta o verdura contaminati. I prodotti che non vengono cotti prima del consumo, come insalate, erbe aromatiche, frutti di bosco o altre verdure fresche, rappresentano i veicoli più frequentemente associati ai focolai.

Perché non è facile individuare l’origine della contaminazione

La ciclosporiasi è particolarmente difficile da ricondurre a una singola fonte perché Cyclospora cayetanensis si riproduce sessualmente, dando origine a una ricombinazione genetica che rende i parassiti geneticamente diversi da una generazione all’altra. Questa variabilità rende più difficile ricostruire l'origine della contaminazione.

Di conseguenza, anche due persone che hanno contratto l’infezione dalla stessa fonte possono ospitare parassiti con profili genetici differenti, rendendo complesso collegare i casi tra loro.

Per risalire all’origine dell’epidemia, gli epidemiologi statunitensi generalmente contattano le persone con diagnosi confermata di ciclosporiasi, raccogliendo informazioni dettagliate sugli alimenti consumati e sul periodo in cui sono stati mangiati. Dal momento che tra l’ingestione del parassita e la comparsa dei primi sintomi possono trascorrere fino a due settimane e che ricordare con precisione cosa si è mangiato diversi giorni prima non è semplice, le indagini possono essere anche integrate con l’analisi degli scontrini della spesa e dei pagamenti effettuati con carta di credito, per ricostruire gli acquisti alimentari.

Come prevenire la ciclosporiasi: i consigli delle autorità sanitarie

Per ridurre il rischio di infezione, le autorità sanitarie raccomandano di lavare accuratamente frutta e verdura prima del consumo e di prestare particolare attenzione all'acqua utilizzata per la preparazione degli alimenti.

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani del Michigan (MDHHS) ha inoltre invitato “ristoranti, cucine commerciali e altre attività che preparano o servono prodotti freschi nel sud-est del Michigan” ad adottare procedure di lavaggio più rigorose. Le indicazioni comprendono il lavaggio accurato di lattuga, erbe aromatiche, cipollotti, lamponi e taccole, tutti alimenti già associati in passato a focolai di Cyclospora.

Per ridurre ulteriormente il rischio, viene inoltre consigliato di evitare il consumo di frutta che non può essere sbucciata e di cuocere adeguatamente le verdure, soprattutto nelle aree dove la malattia è più diffusa

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views