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Creme solari e melanoma, Ascierto replica al video virale: “Falsità priva di qualsiasi riscontro scientifico”

L’oncologo Paolo Ascierto spiega cosa dice davvero lo studio sulle creme solari e il rischio di melanoma, citato come prova in un video pubblicato dalla dottoressa Debora Rasio.
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Dire che le creme solari fanno male o che sia meglio abituare la pelle al sole senza protezione è una falsità priva di qualsiasi riscontro scientifico”: è con queste parole che l’oncologo Paolo Ascierto, presidente della Fondazione Melanoma e direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Pascale di Napoli, prende posizione contro un video pubblicato sui social dalla dottoressa Debora Rasio. “Da medico e ricercatore reputo un dovere fondamentale fare chiarezza ed erigere un muro contro la disinformazione”.

Nel video, la dottoressa Rasio, oncologa di formazione e nutrizionista, cita uno studio per sostenere che le creme solari aumenterebbero il rischio di tutti i tumori della pelle e soprattutto il melanoma. “Ma i fatti scientifici, confermati e ribaditi con chiarezza anche dalle Linee Guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) sono altri” sottolinea Ascierto. “La crema solare è un presidio di protezione, non un nemico”.

Cosa dice lo studio su creme solari e rischio melanoma

Lo studio citato nel video è stato pubblicato nel 2023 su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention ed è un’analisi condotta sui dati della UK BioBank che ha coinvolto un totale di 472.672 persone, tra soggetti sani e pazienti con diversi tumori della pelle. L’obiettivo della ricerca era valutare come fattori genetici e ambientali possano interagire nel determinare il rischio di sviluppare un tumore della pelle. Nell’analisi sono stati esaminate 8.798 varianti genetiche appartenenti a 190 geni coinvolti nella riparazione del DNA, insieme a 11 fattori di rischio, tra cui anche alcune abitudini legate all’esposizione al sole e all’uso della protezione solare.

Gli autori non concludono che l’uso di creme solari causi il melanoma, ma rilevano come alcune varianti genetiche, in particolare quelle del gene FANCA, interagiscano con quasi tutti i fattori ambientali considerati, soprattutto in relazione all’uso di lampade abbronzanti e scottature solari durante l’infanzia.

E l’associazione tra l’uso frequente di protezione solare e rischio aumentato di tumori alla pelle citata dalla dottoressa Rasio nel suo video? Nello studio gli autori riconoscono l’associazione come un paradosso, attribuibile alla causalità inversa o a un possibile fattore confondente: persone con pelle più chiara, storia di scottature o già un rischio più alto tendono ad usare più protezione solare oppure si espongono di più al sole (quindi rischiano di più) compensando con più crema solare.

Un’associazione non equivale però a una prova di causalità: per stabilire un rapporto causa-effetto sono necessari studi disegnati a questo scopo, come i trial clinici randomizzati, mentre lo studio in questione è osservazionale, basato su dati auto-riportati tramite questionario e quindi soggetto a possibili fattori confondenti.

Ascierto: “Nel video messaggi del tutto distorti”

Interpretare un’associazione come prova di causalità costituisce una forzatura interpretativa, che porta a conclusioni fuorvianti. E su cui Ascierto non fa sconti. “Non posso restare in silenzio. Il video fa passare messaggi del tutto distorti, quando non apertamente falsi, su temi delicatissimi che riguardano l’esposizione solare e l’uso delle creme protettive” sottolinea l’oncologo, richiamando le evidenze scientifiche sul ruolo dei raggi UV e della protezione solare.

  • “I raggi UV provocano danni diretti al DNA: la radiazione ultravioletta (UVA e UVB) penetra nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche. L'accumulo di questi danni nel tempo è la causa primaria dei tumori della pelle, tra cui il melanoma, uno dei più aggressivi.

  • Le scottature non sono un banale fastidio: raddoppiano il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita, specialmente se prese in età infantile o giovanile. La nostra pelle ‘ricorda’ ogni singola ustione.

  • La crema solare è un presidio di protezione, non un nemico: la protezione ad ampio spettro (SPF 30 o 50+) è il nostro scudo principale.

  • L’abbronzatura non è un segno di salute: È la risposta di difesa della pelle che tenta di proteggersi da un'aggressione esterna producendo melanina”.

Il messaggio dell’oncologo è chiaro: “La regola d’oro resta sempre la stessa” ricorda. “Evitate l’'esposizione nelle ore centrali della giornata (11:00-16:00), applicate la crema protettiva in quantità adeguata e fate controllare periodicamente i vostri nei da un dermatologo. La prevenzione non è un’opinione: è scienza basata su decenni di dati”.

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