Cos’è l’EPO, l’eritropoietina per cui Alex Schwazer è accusato di doping e i suoi effetti sulla prestazione sportiva

La sospetta positività al doping di Alex Schwazer ha riportato l’attenzione sull’eritropoietina, più nota con l’acronimo di EPO. Questo ormone, utilizzato in medicina per il trattamento di alcune forme di anemia, è considerato una sostanza dopante nelle competizioni sportive, perché può aumentare la disponibilità di ossigeno ai muscoli e migliorare la resistenza fisica. L’Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA Germania) ha avviato un procedimento nei confronti del marciatore italiano, sospeso in via cautelare dopo che durante i Campionati tedeschi di marcia su strada sarebbero state rilevate tracce di questa sostanza “sia in campioni di urina che in quelli di sangue”.
Per Schwazer, campione olimpico della marcia 50 km a Pechino 2008, non sarebbe la prima vicenda legata al doping: poco prima delle Olimpiadi di Londra del 2012 era già stato squalificato per l’uso di EPO. Dal 2016 è invece al centro di un complesso procedimento giudiziario per doping con testosterone, che gli è costato una squalifica a otto anni nonostante i sospetti di un complotto per punire lui e il suo nuovo allenatore, Sandro Donati, sostenitore della lotta antidoping, per aver smascherato la corruzione nell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) e nella Federazione Internazionale d’Atletica (IAAF).
Parlando del nuovo procedimento, Schwazer si è dichiarato “totalmente innocente”, ma ha ammesso di “non avere più la forza” di difendersi.
Cos'è l’EPO e perché viene usata come doping
L’eritropoietina (EPO) è un ormone prodotto principalmente dai reni che ha il compito di stimolare il midollo osseo a produrre globuli rossi. In condizioni normali questo meccanismo garantisce adeguati livelli di ossigeno nel sangue, motivo per cui versioni sintetiche di EPO vengono utilizzate in medicina per trattare alcune forme di anemia o per permettere il recupero dopo la chemioterapia nei pazienti oncologici.
Al di fuori di queste indicazioni, l’EPO è considerata una sostanza dopante perché, incrementando il numero di globuli rossi, cresce anche la quantità di ossigeno che può essere trasportata ai muscoli, aumentando la capacità di sostenere sforzi prolungati. L’effetto finale è quello di indurre un aumento della resistenza e una ripresa più rapida.
I pericoli dell’EPO come doping: dalle trombosi agli infarti
L’uso dell’EPO al di fuori delle indicazioni mediche può comportare gravi rischi per la salute. L’aumento dei globuli rossi sostenuto da questa sostanza aumenta infatti la viscosità del sangue, una condizione che può favorire la formazione di coauguli e ostacolare la normale circolazione.
Tra le possibili conseguenze, spiega l’Istituto Superiore di Sanità, figurano trombosi, ictus e infarti, soprattutto in caso di dosaggi elevati e utilizzo prolungato. Per questi rischi l’eritropoietina è inserita dall’Agenzia mondiale antidoping nell’elenco sostanze vietate nelle competizioni sportive.