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Cos’è l’emicrania senza aura di cui soffre Corrado Formigli: sintomi, cause e rimedi

L’emicrania è un tipo di cefalea caratterizzata dalla comparsa di un dolore pulsante, generalmente su un lato della testa, che può arrivare a durare più giorni. Si definisce senza aura, l’emicrania che si manifesta senza particolari sintomi (visivi o di altro tipo) che precedono un attacco.
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A cura di Valeria Aiello
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Corrado Formigli, 55 anni, ha raccontato di soffrire di emicrania senza aura già da quando era ragazzino. Credit: La7/Piazza Pulita
Corrado Formigli, 55 anni, ha raccontato di soffrire di emicrania senza aura già da quando era ragazzino. Credit: La7/Piazza Pulita

Probabilmente tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo provato cosa significa avere un mal di testa e quale sia la profonda sofferenza che comporta. Ci sono però alcune persone che, per diverse cause, sperimentano con maggiore frequenza il mal di testa e per le quali il disturbo è una vera e propria patologia. È il caso del giornalista italiano Corrado Formigli, conduttore del programma tv Piazza Pulita di La7, che sin da ragazzino convive con l’emicrania senza aura, un tipo di mal di testa (o meglio, di cefalea, il termine scientifico con cui si identifica il dolore al capo) conosciuto anche come “emicrania comune”, dal momento che circa il 70-75% di chi soffre di emicrania non presenta aura, ovvero uno o più sintomi che possono precedere un attacco. Ecco come riconoscere l’emicrania senza aura e cosa distingue questo tipo di cefalea dagli altri mal di testa.

Emicrania senza aura, cos’è e quali sono i sintomi

L’emicrania senza aura è un tipo di cefalea caratterizzata dalla comparsa di un dolore pulsante, di intensità moderata o forte, che generalmente interessa metà del capo (a questo deve il suo nome, che deriva dal greco hēmikranía, “dolore su un lato della testa”) e può arrivare a durare più giorni. Si definisce senza aura, l’emicrania che si manifesta senza particolari sintomi che precedono la comparsa del dolore (visivi, come la perdita parziale della visione, o sensoriali) .

La diagnosi di emicrania senza aura si basa su una serie di segni clinici, dettagliati nell’International Classification of Headache (ICHD) dell’International Headache Society, a partire dalla manifestazione di almeno cinque attacchi che soddisfano i seguenti criteri:

  • durano 4-72 (se non trattati o trattati senza successo)
  • il dolore presenta almeno due delle seguenti caratteristiche:
    • localizzazione unilaterale;
    • tipo pulsante, ovvero martellante o che segue il ritmo cardiaco;
    • intensità moderata o grave;
    • peggioramento in seguito a attività fisiche di routine (es., camminare, salire le scale) oppure motivo di evitamento di tali attività.
  • presenza di almeno uno dei seguenti sintomi:
    • nausea e/o vomito
    • fotofobia e fonofobia
  • la sintomatologia non è attribuibile ad altra patologia.

Se gli attacchi si presentano con frequenza pari o superiore ai 15 giorni/mese per più di 3 mesi, si parla di emicrania cronica. Nelle donne, l’emicrania senza aura può essere correlata al ciclo mestruale, con attacchi che si presentano nei 2 giorni precedenti e fino a tre giorni dopo l’inizio del ciclo.

Le caratteristiche di un attacco di emicrania senza aura

Un attacco di emicrania (con o senza aura) non è limitato al solo mal di testa: la crisi provoca infatti disabilità, per cui, solitamente, chi soffre di emicrania ha bisogno di stare a letto, a riposo assoluto, in un ambiente buio e silenzioso. “Spesso – precisano gli esperti del centro Humanitas l’emicrania senza aura compare al risveglio. La frequenza con cui questo disturbo si manifesta è molto variabile da soggetto a soggetto: può andare da qualche episodio all’anno a manifestarsi quasi quotidianamente (emicrania cronica); nella maggior parte dei casi le crisi si scatenano da 1 a 4 volte al mese”.

Anche dopo che il dolore è passato, l’attacco di emicrania può essere seguito da quella che è chiamata la fase postdromica, caratterizzata da sintomi come malessere, fatica, scarsa concentrazione e difficoltà di comprensione, per cui chi supera un attacco di emicrania può impiegare anche ore o giorni per riprendersi completamente.

Le cause all’origine dell’emicrania senza aura

Ad oggi, le causa all’origine dell’emicrania non sono ancora completamente note, anche se una serie di ricerche ha permesso di riconoscere alcuni fattori scatenanti, come eventi stressanti, variazione delle abitudini di vita e dei ritmi sonno/veglia, consumo di particolari alimenti e, nelle donne, l’ovulazione e il ciclo mestruale.

Una delle ipotesi più accreditate sulle cause dell’emicrania sembra essere un particolare processo, caratterizzato da “uno spasmo rapido dei vasi encefalici seguito da una prolungata vasodilatazione – specificano gli specialisti di Humanitas – . Quali siano le cause che, a loro volta, provocano l’innescarsi di questo particolare meccanismo non è però ancora noto”.

Come si cura l’emicrania senza aura

Quando gli attacchi emicranici sono meno di 3-4 al mese, si ricorre all’uso dei triptani, una classe di farmaci introdotta in commercio negli anni Novanta particolarmente efficace nel trattamento del mal di testa, pur rappresentando una terapia sintomatica, che quindi non previene gli attacchi. Alternativamente, nel caso in cui gli episodi di emicrania siano più di 4-5 al mese, si può ricorrere ai beta-bloccanti, che oltre ad essere indicati per il trattamento di condizioni come pressione alta, aritmie o altre patologie vascolari, si sono mostrati efficaci anche nei pazienti che soffrono di emicrania.

Più recente è invece l’introduzione di nuovi farmaci di prevenzione, noti come anticorpi monoclonali, un particolare tipo di anticorpi che prende di mira il CGRP (Calcitonin Gene Related Peptide), un peptide risultato essere implicato nel meccanismo di insorgenza dell’emicrania. Si tratta di farmaci estremamente efficaci, che agiscono in maniera preventiva e si assumono con un’iniezione mensile sottocute, come spiegato dal dottor Fabio Marchioretto, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona), uno dei centri italiani autorizzati alla prescrizione degli anticorpi monoclonali.

Non tutti i pazienti sono eleggibili al trattamento gratuito, ma solo coloro che, secondo le indicazioni dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), rispondono a un determinato profilo: soggetti che abbiano avuto almeno 8 giorni di emicrania invalidante al mese negli ultimi tre mesi e che abbiano testato senza successo almeno tre terapie di profilassi dell’emicrania di prima linea, cioè famaci come per esempio l’amitriptilina, il topiramato e il propanololo – ha precisato Marchioretto – . Una volta ottenuta l’eleggibilità il farmaco può essere ritirato presso la Farmacia del Centro prescrittore e somministrato a domicilio, grazie a una penna siringa preriempita”.

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