Vaiolo delle scimmie in Italia ed Europa
11 Maggio 2022
10:27

Cos’è il vaiolo delle scimmie, la malattia trasmissibile all’uomo scoperta in UK: sintomi e cause

Nel Regno Unito è stato diagnosticato un caso di vaiolo delle scimmie, una malattie infettiva trasmissibile all’uomo che provoca una vasta eruzione cutanea.
A cura di Andrea Centini
Lesioni cutanee da vaiolo delle scimmie. Credit: wikipedia
Lesioni cutanee da vaiolo delle scimmie. Credit: wikipedia
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Vaiolo delle scimmie in Italia ed Europa

L'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) ha confermato almeno un caso di vaiolo delle scimmie (monkeypox), una patologia infettiva virale che normalmente interessa i Paesi tropicali dell'Africa occidentale e centrale. Il paziente è un uomo rientrato recentemente dalla Nigeria, che attualmente è in cura presso un reparto specializzato di malattie infettive dell'ospedale Guy's and St Thomas' NHS Foundation Trust, a Londra. Come misura di precauzione tutte le persone entrate in stretto contatto con l'uomo – compresi gli operatori sanitari e chi ha viaggiato al suo fianco in aereo – sono state contattate dalle autorità sanitarie per consigli sulla profilassi. La BCC ha segnalato che ci sarebbero altri due casi, un altro viaggiatore proveniente dalla Nigeria e un sanitario entrato in contatto col primo paziente, ma al momento la notizia non viene riportata dall'UKHSA. Nel 2018 furono registrati i primi tre casi di vaiolo delle scimmie nel Regno Unito; anche in quel caso si sarebbe trattato di due viaggiatori e di un operatore sanitario. Ecco cosa c'è da sapere su questa malattia.

Il virus del vaiolo delle scimmie

Il vaiolo delle scimmie è una rara malattia infettiva virale identificata per la prima volta nel 1958 in alcuni macachi cinomolghi (Macaca fascicularis) tenuti in cattività; da qui il nome della patologia. Come indicato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS), a provocarla è un virus appartenente al genere Orthopoxvirus della famiglia Poxviridae, il Monkeypox virus, affine al virus che provoca il vaiolo umano – Variola -, al Vaccinia (usato nel vaccino contro il vaiolo) e il cowpox virus. Può essere trasmesso “ attraverso un morso o il contatto diretto con sangue, liquidi organici o lesioni di un animale infetto”, specifica l'ISS. Tra le specie serbatoio figurano alcuni piccoli mammiferi come i ratti del Gambia e i cani della prateria; furono proprio questi ultimi a scatenare un focolaio negli USA nel 2003, con oltre 70 casi diagnosticati. La trasmissione può avvenire anche attraverso il contatto con oggetti contaminati e tra esseri umani. Fortunatamente la il contagio tra persone è piuttosto difficile, come specificato dal dottor Colin Brown, Direttore delle Infezioni Cliniche ed Emergenti dell'UKHSA, che ha dichiarato: “È importante sottolineare che il vaiolo delle scimmie non si diffonde facilmente tra le persone e il rischio complessivo per il pubblico in generale è molto basso”.

I sintomi del vaiolo delle scimmie

La patologia ha un periodo di incubazione medio di una dozzina di giorni (intervallo compreso tra una e tre settimane) e normalmente si risolve da sola nel giro di alcune settimane. Tra i segni e sintomi indicati dall'ISS figurano febbre, cefalea, mal di schiena, affaticamento, linfonodi gonfi e una sensazione di malessere generalizzata. L'UKHSA segnala anche i brividi. A uno o più giorni dall'insorgenza della febbre emerge “eruzione cutanea pustolare”, con lesioni che di norma compaiono prima sul volto e poi si diffondono nel resto del corpo. L'eruzione cutanea si evolve nel corso dei giorni fin quando le pustole non formano una crosta e cadono, talvolta lasciando una cicatrice sulla pelle. La guarigione avviene di norma tra le 2 e le 4 settimane. La mortalità è di circa il 10 percento in Africa nelle persone non vaccinate contro il vaiolo umano; quest'ultimo aveva una mortalità del 30 percento prima della sua eradicazione grazie al vaccino.

Come si cura il vaiolo delle scimmie

Al di là della terapia di supporto come avviene per ogni malattia infettiva, non esiste una cura specifica contro il vaiolo delle scimmie. È noto tuttavia che il vaccino contro il vaiolo umano ha una significativa efficacia nel prevenire l'infezione e proteggere in caso di contagio. L'ISS indica un'efficacia contro le manifestazioni cliniche dell'85 percento.

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