Cormorano ingoia un cefalo dorato enorme al lago di Fogliano: video e racconto della sorprendente predazione

I cormorani (Phalacrocorax carbo) sono uccelli acquatici notoriamente voraci, tanto che diversi esemplari perdono la vita con la preda incastrata nel gozzo, impossibilitati a ingoiarla completamente per le dimensioni “fuori portata”. Un caso a rischio, se così vogliamo chiamarlo, lo abbiamo visto con i nostri occhi durante una sessione di fotografia naturalistica e birdwatching al lago di Fogliano, uno dei laghi salmastri nel cuore del Parco Nazionale del Circeo, in provincia di Latina.
Lo sfortunato pesce, in questo caso, sembra essere un grande cefalo dorato (Chelon auratus) o lotregano, abbondante lungo le coste tirreniche e noto per entrare anche nei laghi salmastri. Mentre osservavamo fischioni, mestoloni, canapiglie, tuffetti e altri uccelli, ci siamo resi conto di un battibecco fra un piccolo gruppo di cormorani, piuttosto distanti. In genere queste zuffe – spesso legate alla cattura di un pesce – sono decisamente più animate, tra richiami acuti, splash e veri e propri tentativi di “furto”, come nel caso della scena con la sogliola gigantesca cui abbiamo assistito sullo stesso lago nel 2019.
In questo caso, tuttavia, il cormorano che aveva catturato la preda è stato solo leggermente infastidito dai suoi compagni, ma nessuno ha provato a portargli via il pesce. E che pesce. All’inizio non ci siamo resi conto delle sue effettive dimensioni, ma quando il cormorano lo ha girato e tirato fuori dall’acqua per ingoiarlo, siamo rimasti di stucco. Fortunatamente avevamo a portata di mano una fotocamera superzoom per seguire meglio la scena e immortalarla. La preda era davvero enorme e piuttosto pesante. A evidenziarlo non solo la fatica con cui il cormorano l’ha tirata su – i pesci vengono sempre ingoiati dalla testa per impedire che le spine danneggino la faringe e l’esofago – ma anche il fatto che, dopo averlo ingoiato, una parte della pinna caudale è rimasta fuori dal becco. Ci è capitato in altre occasioni di vedere catture molto “abbondanti”, come mostrano anche questi splendidi scatti del fotografo naturalista Sandro Allegretti al lago di Caprolace (sempre nel Parco Nazionale del Circeo), ma è la prima volta che assistiamo a una scena così curiosa.
Il cormorano, infatti, invece di volare via – come spesso accade in questi casi, per andare a digerire in tranquillità altrove – è rimasto sulla superficie del lago, mantenendo la testa e il collo eretti per far scendere il pesce nel gozzo il più possibile. Con la nostra fotocamera superzoom lo abbiamo seguito per una buona mezz’ora: per tutto questo tempo ha “navigato” in mezzo al lago, indisturbato, con il grosso pesce non del tutto finito nell’apparato digerente. A un certo punto siamo dovuti andare via e non abbiamo potuto assistere all'epilogo della cattura, ma saremmo curiosi di sapere com’è andata a finire con quel pasto un po’ troppo luculliano.
Per quanto riguarda la preda, come indicato, non siamo sicuri della specie, ma probabilmente si tratta di un cefalo dorato, alla luce dei vari dettagli gialli molto evidenti quando il pesce viene tirato fuori dall’acqua e ingoiato. Una spigola avrebbe avuto una testa più triangolare, mentre in questo caso la silhouette sembra essere proprio quella di un pesce appartenente alla famiglia dei mugilidi (Mugilidae). È stata una scena piuttosto interessante da seguire, sia per la dinamica sia per le dimensioni della preda. Non è insolito che grandi pesci in grado di tollerare acque salmastre entrino nei laghi del Parco Nazionale del Circeo, diventando un comodo pasto per uccelli acquatici come aironi e cormorani, così come per i bellissimi falchi pescatori (Pandion haliaetus).

