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Chi sono i “cacciatori di virus”: così la città di New York monitora l’influenza aviaria

Si chiamano “Virus Hunters”, letteralmente “cacciatori di virus”, e sono i ragazzi volontari di un progetto che prevede la collaborazione diretta dei cittadini per monitorare la presenza del virus dell’influenza aviaria negli uccelli che vivono o transitano nella città. Attraverso il loro aiuto il virus è stato rilevato in quattro diverse famiglie di volatili presenti a New York.
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Dopo la notizia di un secondo caso di influenza aviaria A (H5N1) ad alta patogenicità (HPAI) tra i lavoratori degli allevamenti di mucche da latte negli Stati Uniti – il primo risale agli inizi di aprile 2024 -, nella comunità scientifica e tra gli stessi cittadini cresce la paura di una possibile diffusione su larga scala del virus, anche al di fuori degli allevamenti bovini.

Nei mesi precedenti, dopo che il virus, oltre che negli uccelli, è stato trovato in diversi mammiferi, tra cui le mucche da allevamento e perfino nel latte crudo da loro ottenuto, si è iniziato a diffondere il dubbio, o meglio la certezza, che qualcosa non stava andando nel sistema di monitoraggio del virus. Soprattutto a causa del sistema di penalizzazione, ancora attivo negli Stati Uniti, che colpisce gli allevamenti che dichiarano la presenza del virus.

A queste lacune la comunità scientifica sta rispondendo attraverso strategie alternative pensate per intensificare l'attività di sorveglianza e scovare il virus ancor prima che causi infezioni sintomatiche, alcune anche piuttosto singolari.

Il coinvolgimento dei cittadini: chi sono i "Virus Hunters"

Uno dei metodi più alternativi di cui gli scienziati si stanno servendo per aumentare la sorveglianza sull'influenza aviaria, nel tentativo di limitare il rischio di una nuova pandemia (rischio remoto, ma possibile, come hanno confermato le autorità sanitarie dell'Unione europea) prevede la diretta collaborazione dei cittadini.

Il progetto è stato avviato già qualche anno fa dai ricercatori di Virologia dell'Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York con la collaborazione di un'associazione senza scopo di lucro per l'educazione alla scienza (BioBus) e si avvale della partecipazione attiva degli studenti delle scuole superiori della città.

Come suggerisce il nome, "Virus Hunters", i volontari vanno letteralmente "a caccia di virus": muniti di particolari tute protettive, i volontari – spiega il sito del programma – guidati da ricercatori esperti raccolgono campioni di feci di uccelli nei diversi parchi e spazi verdi della città.

Perché è importante monitorare il virus negli spazi cittadini

Proprio da questo lavoro di "citizen science" – letteralmente "scienza cittadina" – è stato possibile documentare la presenza del virus dell'influenza aviaria H5N1 in alcuni uccelli selvatici della città di New York, appartenenti a quattro specie diverse. I risultati di quest'attività di monitoraggio sono stati pubblicati a metà maggio 2024 sulla rivista specialistica Journal of Virology.

Come hanno specificato gli autori dello studio, questi risultati non devono gettare in allarme i residenti della città, né tanto meno essere interpretati come l'inizio di una nuova pandemia. D'altronde, il virus era stato segnalato nella città già due anni fa, eppure non è stato registrato finora nessun caso di infezione nell'uomo. Tuttavia, questo tipo di monitoraggio, oltre a rendere partecipi i cittadini e ad aumentare in loro la fiducia nella scienza, serve a non sottovalutare i rischi per l'uomo dati dalla stretta vicinanza di animali veicolo del virus, soprattutto in città densamente popolate, come New York, dove quindi un'eventuale malattia virale può diffondersi più velocemente.

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