Arisa e la tricotillomania, il disturbo che porta a strapparsi i capelli in modo compulsivo

Arisa, in gara al Festival di Sanremo 2026 con la canzone Magica Favola ha raccontato pubblicamente di convivere da diversi anni con la tricotillomania, un disturbo che porta a strapparsi i capelli in modo ricorrente e difficile da controllare. In più occasioni ha spiegato che la condizione fa parte della sua storia personale da tempo, descrivendo il rapporto complesso con i suoi capelli e le difficoltà legate alla gestione del disturbo.
La cantante ha dichiarato di aver scelto, in alcuni periodi, di portare i capelli rasati proprio per limitare l’impulso a strapparli. Ha inoltre spiegato di aver indossato parrucche durante alcune apparizioni pubbliche, una decisione legata alla necessità di gestire le conseguenze visibili dello strappo compulsivo e di tutelare la propria immagine professionale.
Dal punto di vista clinico, la tricotillomania – nota anche come hair-pulling disorder (disturbo da strappo dei capelli) – è classificata tra i “disturbi ossessivo-compulsivi e correlati” nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR) . È caratterizzata dallo strappare ripetutamente i capelli con conseguente perdita visibile, da tentativi ripetuti di interrompere il comportamento e da un disagio clinicamente significativo nella vita quotidiana.
A differenza dei disturbi ossessivi-compulsivi (DOC), nella tricotillomania lo strappare i capelli non è indotto da ossessioni o dubbi legati all’aspetto. Il comportamento è più spesso associato a tensione, ansia o stress, che trovano un sollievo temporaneo nello strappo. Secondo le stime disponibili, la tricotillomania interessa circa l’1–2% della popolazione ed è osservata più spesso nelle donne, soprattutto a partire dall’adolescenza.
Cos'è la tricotillomania e da cosa dipende
La tricotillomania è un disturbo caratterizzato dall’impulso ricorrente di strappare peli e capelli dal proprio corpo. Il termine fu coniato al medico francese François Henri Hallopeau e deriva dal greco thrìx (capello), tìllō (strappare) e manìa (impulso compulsivo). Rientra tra i body-focused repetitive behaviors (BFRBs), un insieme di comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo riconosciuti in ambito clinico internazionale.
Non esiste una causa unica. Le ricerche indicano una combinazione di fattori psicologici e biologici. Tra gli elementi coinvolti vi sono difficoltà nella regolazione delle emozioni, stati di ansia o stress prolungato, tratti di impulsività e possibili vulnerabilità neurobiologiche.
In molti casi, il gesto è associato a una riduzione temporanea della tensione interna o a una sensazione di sollievo. Questo meccanismo di rinforzo negativo è descritto in letteratura come uno dei fattori che contribuiscono al mantenimento del comportamento.
L’andamento del disturbo è spesso altalenante, con periodi di maggiore controllo alternati a fasi più difficili, soprattutto in momenti di stress significativo. Non sempre il problema è immediatamente visibile dall’esterno, e molte persone adottano strategie per nascondere i segni dello strappo.
Il disturbo di Arisa e il rapporto con i suoi capelli: dalla rasatura alle parrucche
Nel raccontare la propria esperienza, Arisa ha spiegato come la rasatura sia stata, in alcuni momenti, una scelta concreta per limitare l’impulso. Ridurre la lunghezza dei capelli può infatti diminuire la possibilità materiale di mettere in atto il gesto.
Anche l’uso di parrucche durante le apparizioni pubbliche ha rappresentato una modalità per gestire le conseguenze visibili del comportamento, soprattutto in un contesto – quello artistico e televisivo – in cui l’immagine assume un peso rilevante.
Molte persone con tricotillomania adottano accorgimenti simili: cambiare taglio, coprire le aree diradate ed evitare situazioni percepite come giudicanti. Vergogna e isolamento sono esperienze comuni. Il fatto che una figura pubblica ne parli apertamente può contribuire a ridurre lo stigma, un aspetto che anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità considera centrale per la tutela della salute mentale.
I rimedi e i trattamenti clinici per la tricotillomania
La tricotillomania viene solitamente trattata mediante un tipo di terapia cognitivo-comportamentale chiamata training di inversione delle abitudini (habit reversal training).
Questa tecnica aiuta a riconoscere precocemente l’impulso, individuare i fattori scatenanti e sostituire il gesto con comportamenti alternativi incompatibili con lo strappo. Il percorso può includere anche strategie di regolazione emotiva e gestione dello stress. In presenza di ansia o depressione associate, può essere valutato un supporto farmacologico, sempre sotto supervisione medica.
Non esiste un percorso uguale per tutti: l’intervento deve essere personalizzato in base alla storia clinica e ai sintomi della persona. Rivolgersi a professionisti della salute mentale è fondamentale per una valutazione accurata e per costruire un percorso adeguato. La tricotillomania è trattabile, e chiedere aiuto rappresenta un passo importante verso maggiore stabilità e benessere.