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Le foto della magnifica Nebulosa Laguna nel cielo dei Castelli Romani: luglio è il periodo migliore per vederla

La Nebulosa Laguna è uno degli oggetti più belli del profondo cielo e noi l’abbiamo fotografato da un giardino dei Castelli Romani. Il mese di luglio è il migliore dell’anno per tentare l’osservazione della nebulosa, anche a occhio nudo.
La Nebulosa Laguna nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini
La Nebulosa Laguna nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini

Uno degli oggetti del profondo cielo più ammirati e fotografati dagli astrofotografi amatoriali (ma non solo) è la splendida Nebulosa Laguna, una nebulosa a emissione e regione HII – ovvero di idrogeno atomico interstellare ionizzato – sita a circa 5.200 anni luce dalla Terra. L'abbiamo immortalata in questi giorni nel cielo dei Castelli Romani. È conosciuta anche con il nome di M8, legato al famoso catalogo di 110 oggetti dell'astronomo francese Charles Messier (morto nella prima parte del XIX secolo). La Nebulosa Laguna, che deve il suo nome "popolare" soprattutto a John Herschel, fu scoperta nel lontano 1654 dall'astronomo e sacerdote di Ragusa (Sicilia) Giovanni Battista Hodierna (o semplicemente Odierna).

All'epoca, naturalmente, gli strumenti ottici non erano avanzati e sensibili come quelli odierni, ciò nonostante la Nebulosa Laguna è una delle uniche due nebulose di formazione stellare visibili a occhio nudo nel cielo dell'emisfero boreale (la prima è la grande Nebulosa di Orione, M42). È doveroso sottolineare che la sua magnitudine, ovvero la luminosità apparente, è di circa +6.0, quindi esattamente al limite dell'osservabilità per l'occhio umano (è più o meno lo stesso valore del pianeta gigante ghiacciato Urano). Ciò significa che serve un cielo buio e stellato per ammirarla senza strumenti. Sicuramente nel Regno di Sicilia di oltre quattro secoli fa le condizioni erano ideali per intravedere questa nebulosa, che ai nostri occhi appare come un debole oggetto grigiastro, a causa del funzionamento dell'occhio umano in condizioni di scarsa luminosità.

La Nebulosa Laguna è stata chiamata così perché, osservandola attraverso un telescopio “rudimentale”, si mostra come una sorta di baia, con una zona centrale più lucente simile a uno specchio d'acqua tropicale, circondato da rive, canali e insenature dovuti ai numerosi “giochi” di polveri e gas visibili al suo interno. Si trova nella costellazione del Sagittario, più precisamente nel Braccio di Scudo-Sagittario della Via Lattea, la nostra galassia. È un oggetto piuttosto grande che si estende per 110 × 50 anni luce e al suo interno contiene persino un ammasso stellare giovane, chiamato NGC 6530 (dal nome del New General Catalogue, il più famoso insieme al Messier nell'ambito dell'astronomia amatoriale).

La Nebulosa Laguna fotografata nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini
La Nebulosa Laguna fotografata nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini

Questo è il periodo  migliore dell'anno per osservare – e soprattutto fotografare – la Nebulosa Laguna, che non raggiunge mai una posizione altissima nel cielo estivo, con un massimo di circa 20° nelle calde notti di luglio, con il culmine attorno alla mezzanotte (per l'Italia centrale). Il fatto che sia sempre relativamente bassa sull'orizzonte, la rende vittima agevole per l'inquinamento luminoso, che può cancellarne rapidamente la visibilità a occhio nudo anche in ambienti rurali con cieli discreti. Serve pertanto un cielo buio e stellato per poter tentare la fortuna di ammirarla senza strumenti ottici. Chiaramente con un binocolo o un piccolo telescopio la situazione cambia radicalmente, che possono regalarci uno spettacolo astronomico magnifico.

La Nebulosa Laguna fotografata nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini
La Nebulosa Laguna fotografata nel cielo dei Castelli Romani. Credit: Andrea Centini

Ciò che è certo è che la Nebulosa Laguna dona il meglio di sé con l'astrofotografia, grazie alla quale è possibile far emergere i suoi magnifici dettagli già apprezzati secoli fa attraverso strumentazione ottica semplice. Proprio in questi giorni abbiamo provato a immortalarla da un giardino privato nel cielo dei Castelli Romani, ottenendo il risultato che vedete nell'articolo. Non si tratta di un'astrofotografia professionale e non è assolutamente il nostro obiettivo; è un'immagine amatoriale che, pur con tutti i difetti che gli esperti avranno notato – soprattutto sul campo stellare – riesce a mostrare le meravigliose caratteristiche di questo amatissimo oggetto. L'immagine finale l'abbiamo ottenuta puntando la nebulosa con un piccolo telescopio rifrattore apocromatico dalla lunghezza focale ridotta (480 millimetri), installato su una montatura equatoriale robotizzata coadiuvata da un secondo piccolo telescopio con camera guida, al fine di poter “inseguire” correttamente la nebulosa mentre la Terra ruotava attorno al Sole. Abbiamo unito numerosi scatti con un'esposizione da 5 minuti ciascuno, aggiungendo anche le immagini di calibrazione che ben conoscono gli esperti di astrofotografia (Bias, Flat e Dark).

Un nostro vecchio scatto della Nebulosa Laguna, senza filtro a 3 nanometri. Credit: Andrea Centini
Un nostro vecchio scatto della Nebulosa Laguna, senza filtro a 3 nanometri. Credit: Andrea Centini

Poiché non disponiamo di uno spianatore di campo e il software utilizzato per la rimozione del disturbo in post produzione (abbiamo usato un gain di 120) genera qualche artefatto sulle stelle, si notano diversi punti luminosi stirati e anomali, ma non ha importanza. Il nostro obiettivo, lo sottolineiamo, non era ottenere un'astrofotografia perfetta da "concorso fotografico", ma una idonea a mostrare la bellezza di questa perla del firmamento, un qualcosa in grado di ispirare e avvicinare all'amore per l'astronomia. Del resto, abbiamo ottenuto un simile risultato da un semplice giardino di campagna.

Merito dei numerosi dettagli di polveri, gas e sfumature di idrogeno ionizzato è soprattutto del filtro a 3 nanometri (banda ultrastretta) capace di far emergere la Nebulosa Laguna in tutto il suo splendore. Lo avevamo utilizzato anche per la Nebulosa Velo, i resti di una supernova. In questi giorni M8 è visibile tra sud est e sud ovest, raggiungendo il culmine proprio a sud attorno alla mezzanotte. A occhio nudo, con un binocolo o ancor meglio con strumentazione per l'astrofotografia, questo magnifico oggetto del profondo cielo sa emozionare qualunque osservatore.

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