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16 Giugno 2022
17:16

15mila pecore morte annegate in una nave affondata per avidità: migliaia di capi oltre i limiti

Nel porto sudanese di Suakin una grande nave per il trasporto di bestiame è affondata provocando la morte di oltre 15mila pecore. Era stata sovraccaricata.
A cura di Andrea Centini
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Più di 15mila pecore sono morte annegate a causa dell'affondamento di una grande nave per il trasporto di bestiame. Il drammatico incidente si è verificato a Suakin, un porto nel Sudan nordorientale affacciato sul Mar Rosso. L'imbarcazione, chiamata Badr 1, sarebbe dovuta salpare alla volta dell'Arabia Saudita, ma non si è mai allontanata dal porto. Si è lentamente inclinata su un fianco fino ad adagiarsi sul fondale, provocando la morte di quasi tutti gli animali stipati a bordo. Sono infatti soltanto poche centinaia gli esemplari recuperati ancora in vita durante le operazioni di soccorso. Fortunatamente non si sono registrate vittime tra i membri dell'equipaggio, tutti portati in salvo.

Sebbene molti incidenti navali possano verificarsi per cause al di fuori dal controllo umano, in questo caso specifico c'è una responsabilità precisa: l'avidità senza scrupoli sulla pelle di animali innocenti, sfruttati come oggetti e condannati a una fine atroce. Sull'imbarcazione, infatti, erano stati caricati 15.800 animali, ben oltre i limiti di carico, come specificato ad AlJazeera da un funzionario portuale sudanese, che è voluto restare anonimo. L'uomo ha confermato che il limite per la Badr 1 era di 9mila esemplari, ciò significa che erano stati caricati al porto circa 6mila capi in più rispetto a quelli consentiti. Lo stress per gli ovini deve essere stato insopportabile. Considerando che un maschio di pecora adulto può raggiungere i 160 chilogrammi di peso mentre una femmina arriva a 100 chilogrammi, la nave trasportava come minimo mezzo milione di chilogrammi in eccesso di peso. Probabilmente gli animali stipati all'inverosimile hanno sbilanciato la nave da un lato, portandola ad adagiarsi nel mare.

Uno degli aspetti più inquietanti di questa storia orribile è che la nave ha impiegato ore prima di ribaltarsi, pertanto le autorità sudanesi ritengono che buona parte delle pecore avrebbe potuto essere salvata. Sono solo circa 700 gli animali estratti dall'imbarcazione, ma molti sono usciti da quest'incubo in condizioni fisiche molto precarie e si ritiene che non sopravvivranno.

Oltre all'agghiacciante sorte degli ovini si rischia anche un disastro ambientale in tutta l'area del porto di Suakin. Non solo per le eventuali perdite di carburante e altri materiali fuoriusciti dalla nave, ma soprattutto per le migliaia di carcasse rimaste sul fondale del Mar Rosso. Le operazioni di bonifica e rimozione del colosso saranno tutto fuorché semplici e rapide; ciò provocherà anche enormi disagi all'operatività portuale. In passato il Suakin era considerato il principale hub di scambi marittimi in quest'area del Sudan, ma ora questo ruolo spetta a Port Sudan sito più a Sud.

L'associazione nazionale degli esportatori di bestiame ha chiesto l'apertura di un'inchiesta sull'incidente. La stima della perdita economica a causa della morte dei capi è di circa 4 milioni di dollari. Ma innanzi a una simile atrocità, con oltre 15mila animali morti annegati, la perdita di denaro dovrebbe rappresentare l'ultimissimo dei problemi per i responsabili.

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