Si tinge di giallo la morte di Sonia Trinetti, cinquantaquattrenne originaria della provincia di Teramo ma residente da tempo all’Aquila, trovata mercoledì in una casetta di legno non di sua proprietà tra la frazione di Collebrincioni e il quartiere di San Francesco. A quanto emerso, già da alcuni giorni la donna non dava sue notizie alla famiglia. Sul caso la Procura della Repubblica ha aperto una inchiesta contro ignoti, per il reato di omicidio colposo, disponendo subito l’avvio degli accertamenti irripetibili, svolti dall’anatomopatologo della Asl dell’Aquila, Giuseppe Calvisi. A trovare il corpo della donna senza vita è stato il proprietario della casetta di legno, che non usa quella casa abitualmente e che avrebbe detto di non aver mai conosciuto quella persona. La morte della donna – su corpo non sarebbero stati rinvenuti segni di violenza – risalirebbe a poco tempo prima del suo ritrovamento. La porta della casetta, a quanto emerso, sarebbe stata trovata chiusa dall’esterno ma una delle finestre era stata lasciata aperta.

"Scomparsa dopo un litigio" – L’avvocato Vincenzo Calderoni, del foro dell’Aquila, difensore della famiglia della cinquantaquattrenne, ha subito presentato un verbale con le prime indagini difensive “allo scopo di indicare alla Procura alcuni elementi da approfondire e chiarire”. Secondo quanto si legge oggi su Il Messaggero, l’avvocato avrebbe anche avuto un lungo colloquio con la figlia di Sonia Trinetti. Quest’ultima, stando alle indiscrezioni trapelate, avrebbe spiegato quanto accaduto negli ultimi giorni della sua vita, quando la famiglia non ha avuto più sue notizie. Lo stesso giorno in cui la donna è scomparsa, prima di essere ritrovata morta dal proprietario della casetta in legno, Sonia avrebbe avuto un litigio con il compagno per il quale era stato richiesto anche l’intervento degli agenti della Squadra volante della Questura. Dopodiché la donna non avrebbe più risposto alle chiamate e ai messaggi dei familiari.