Il governo giallo-verde è pronto a nascere e, in attesa che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella convochi Giuseppe Conte per affidargli l’incarico da presidente del Consiglio, in Parlamento si iniziano a fare i conti sulla tenuta della nuova maggioranza. Una volta insediato, il governo dovrà chiedere la fiducia del Parlamento. Difficile pensare che in questa occasione manchino i numeri al nuovo esecutivo. Ma i margini, almeno al Senato, non sono così ampi e con qualche assenza la maggioranza rischia di andare sotto.

I numeri del governo M5s-Lega alla Camera

A Montecitorio MoVimento 5 Stelle e Lega possono stare tranquilli: il margine sulla maggioranza assoluta è ampio. Alla Camera si ha la maggioranza con 316 seggi e il nuovo governo ne ha a disposizione 346. Il M5s ha eletto 222 deputati, mentre la Lega 124. Difficile pensare che il governo riceva il sostegno anche di altre forze politiche, mentre è più plausibile l’ipotesi di un appoggio da parte di qualche singolo parlamentare, soprattutto di alcuni di quelli del gruppo Misto. In totale sono 21, ma almeno una decina (e anche qualcosa in più) non sosterranno mai un esecutivo giallo-verde.

I numeri del governo M5s-Lega al Senato

Più complicata la situazione a Palazzo Madama, dove la maggioranza formata da M5s e Carroccio si ferma a un totale di 167 seggi. Lo scoglio da superare è quello dei 161 seggi (compresi i senatori a vita): il governo avrebbe quindi un margine di soli sei senatori. Il M5s ne ha 109, la Lega 58. Il rischio di andare sotto su qualche votazione – soprattutto su temi su cui non c’è identità di vedute tra le due forze politiche – è reale. E per questo la nuova maggioranza spera anche in qualche altro sostegno. La prima speranza è Fratelli d’Italia, che ha a disposizione 18 seggi. Quasi impossibile però, ad oggi, un sostegno pieno dal partito di Giorgia Meloni, nonostante la volontà di Salvini di avere Guido Crosetto come ministro della Difesa.

Al Senato la maggioranza potrà contare, probabilmente, sul sostegno di Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, entrambi sospesi dal M5s dopo il caso Rimborsopoli e ora iscritti al gruppo Misto. Qualche altro voto potrebbe essere racimolato sempre nello stesso gruppo Misto. C’è poi la possibilità di puntare sul sostegno di Forza Italia (61 senatori) su qualche provvedimento specifico, ma il partito di Silvio Berlusconi si è già detto pronto a non fare sconti al nuovo governo.