È fuori dal carcere la coppia che, nei mesi scorsi, avrebbe ordinato di sfregiare con l’acido un uomo di quarantotto anni, quel genero che marito e moglie consideravano troppo vecchio per la figlia ventunenne. A procedere con la scarcerazione dei genitori della ragazza è stato un gip del Tribunale di Torino. Il processo nei confronti della coppia, per lesioni gravi, atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, inizierà il prossimo 19 ottobre. Secondo quanto emerso i due – lei è una siciliana di quarantacinque anni e lui un calabrese cinquantatreenne con alle spalle una condanna per omicidio preterintenzionale –  avrebbero perseguitato la figlia e il genero sin dal giorno del loro matrimonio, avvenuto nel 2016 in Toscana. Un matrimonio che loro non volevano. I genitori della ragazza avrebbero quindi perseguitato l’uomo – in una occasione gli avrebbero anche fatto scrivere la parola “pedofilo” sull’auto – e alla fine lo avrebbero aggredito fisicamente almeno due volte.

Le aggressioni subite dal quarantottenne – La prima aggressione risale al 23 febbraio scorso, a San Gimignano, in una strada di campagna. Il genero della coppia sotto accusa, raggiunto da un liquido mentre si trovata in auto, era riuscito a proteggersi col braccio. “Pedofilo, questo è solo l’inizio”, la frase urlata dall’aggressore contro di lui. La seconda aggressione circa due mesi dopo, il 19 aprile a Torino, dove la coppia si era nel frattempo trasferita. In quell’occasione, l’uomo non era riuscito a difendersi e l’acido gli aveva provocato delle gravi lesioni al volto. Poco dopo l’aggressione, la giovane moglie aveva ricevuto un messaggio da parte dei suoi genitori: “Preparati il vestito nero”, le avrebbero scritto. Gli autori materiali dell’aggressione non sono ancora stati rintracciati e la coppia si è trasferita in una località protetta.