Un episodio di violenza si è verificato nelle scorse ore a Genova, dove gli agenti delle volanti sono intervenuti in un'abitazione di via Cechov in Valpolcevera, su segnalazione di una donna aggredita dal marito. Un uomo di quaranta anni – stando a quanto ricostruito – ha prima picchiato la moglie e ha dato in escandescenze distruggendo casa e poi, all’arrivo della polizia, ha minacciato anche gli agenti che hanno utilizzato per la prima volta il taser, in dotazione alle forze dell'ordine anche nel capoluogo ligure nell'ambito della sperimentazione nazionale delle pistole elettriche. Minacciati dal quarantenne, i poliziotti prima hanno utilizzato il taser come deterrente per riportare la situazione alla calma e poi, quando l’uomo li ha aggrediti lanciandogli contro una bicicletta e altri oggetti nell'androne del palazzo, hanno utilizzato i dardi elettrificati. Quando è stato possibile bloccarlo le forze dell’ordine hanno portato il quarantenne in ospedale dove è stato sedato e arrestato per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

"Taser gestito da un operatore formato" – “Gli agenti hanno operato correttamente, si tratta di operatori formati con corsi ad hoc. Il taser è oggetto di particolare attenzione da parte del dipartimento, anche con corsi di aggiornamento specifici, l'ultimo dei quali si è tenuto proprio pochi giorni fa sull'utilizzo delle webcam in dotazione”, ha spiegato dopo l’episodio all'Adnkronos Alessandra Bucci, primo dirigente e capo delle volanti della Questura di Genova. “Gli agenti – ha aggiunto – sono dotati di telecamera. Il taser in dotazione alle volanti, uno per turno, è gestito da un operatore formato, il più alto in grado. Il suo compagno è dotato di webcam. Dal video della notte scorsa il soggetto in questione era fuori di sé, prima dell'utilizzo c'è stato un tentativo di mediazione che non ha sortito alcun effetto. Il giorno prima era bastato che gli operanti mostrassero il led luminoso del taser per ottenere un effetto deterrente importante”.