“Dalle nostre indagini, i nostri brandelli di verità, sono almeno 20 i nomi delle persone coinvolte nel sequestro e uccisione di Giulio Regeni, per lo più generali e colonnelli della National Security egiziana”: a pronunciare queste parole, nel corso di una conferenza stampa indetta nella sede della Federazione nazionale della stampa a Roma, è stata Alessandra Ballerini, l'avvocato della famiglia di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto. Secondo la legale questa lista di nomi potrebbe allungarsi fino a 40 persone e i 5 iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Roma sono i nomi più solidi. La lista fatta dall'avvocato è lunga. Dal “venditore ambulante Abdal che in realtà era il capo del sindacato degli ambulanti ma anche un informatore e ha tradito Giulio mettendogli addosso una cimice”, a chi ha “organizzato un depistaggio” coinvolgendo una banda di criminali comuni, al “medico legale che ha mentito dicendo che Giulio è morto per un ematoma ed è stato torturato nel corso di una sola giornata mentre le torture sono durate 8-9 giorni”. L’avvocato della famiglia Regeni ha aggiunto di non poter sapere se tra questi nomi ci siano gli esecutori materiali dell'omicidio di Giulio, ma ha sottolineato come dopo le ultime novità “siamo moderatamente ottimisti, c'è stata una accelerazione delle indagini”.

L'attacco dei genitori di Regeni e del presidente Fico – Claudio e Paola Regeni, genitori di Giulio, durante la conferenza stampa hanno ribadito che non hanno intenzione di mollare: “In Egitto sappiano che non cederemo neanche in futuro”, “siamo in una fase importante, non molliamo. L'iscrizione di cinque indagati da parte della procura rappresenta un grande passo, arrivato perché nessuno ha ceduto. Continueremo la nostra battaglia fino a raggiungere la verità”. Sul caso di Giulio Regeni ha parlato anche il presidente della Camera Roberto Fico. “Le parole ora sono finite. E i fatti sono a zero – ha detto al termine del suo incontro con i genitori di Giulio – ma spero che ora dal Cairo arrivino mosse concrete, che finora non ci sono state: da tre anni non si è mosso nulla, e anche nell'ultimo anno registro uno stallo”. “Giulio Regeni è stato rapito, torturato e massacrato da un sistema. Ora l'Egitto deve dire come intende fare giustizia, cosa che sinora non è accaduto. Per questa ragione – ha aggiunto ancora il presidente Fico – non ci sono le condizioni per ristabilire rapporti tra il Cairo e la Camera dei deputati”.