La decisione di un giudice del Tribunale di Firenze di spegnere il sistema wi-fi dell'istituto comprensivo “Botticelli” di Firenze per tutelare la salute di una bambina affetta da epilessia ha generato una veemente protesta da parte dei genitori degli altri studenti, che hanno chiesto che venga riattivata la connessione a internet senza la quale i loro figli sarebbero penalizzati.

La vicenda ha avuto inizio nel 2015: una bambina di prima elementare frequentava il corso di informatica e puntualmente, durante ogni lezione al computer, accusava forti emicranie. I medici accertarono che la piccola era sensibile alle onde elettromagnetiche del sistema wi-fi, diagnosi che venne concordata  con i neuropsichiatri Raffaella Turchi del Centro cefalee del Meyer e Mario Landi, responsabile dell’Ufficio Salute mentale Infanzia e adolescenza.

Alla luce di queste evidenze un giudice del Tribunale di Fireze lo scorso gennaio ha imposto alla scuola lo spegnimento della rete wi-fi allo scopo di tutelare la salute della bambina: una decisione che non è piaciuta però agli altri genitori, secondo cui il provvedimento ostacolerebbe il normale svolgimento delle lezioni: per questo mamme e papà hanno chiesto che il giudice valuti, attraverso una perizia, il reale grado di incidenza sulla salute dei bambini delle onde elettromagnetiche. Uno dei genitori, infatti, sostiene che la decisione sia stata presa in assenza di prove scientifiche sulla pericolosità per la bimba della rete wi-fi.

Il papà della bambina epilettica, fondatore del comitato toscano “No wi-fi”, ha invece dichiarato al Corriere Fiorentino che la decisione del giudice di spegnere il sistema di connessione senza fili è stata coraggiosa e che il giudice ha il diritto di adottare misure preventive anche in assenza di evidenze scientifiche. L'uomo aveva anche proposto di sostituire la rete wi-fi con quella via cavo, ma la dirigente, prima disponibile, ha poi deciso di abbandonare l'idea.

Secondo i genitori degli altri alunni tuttavia è necessario capire "quanto sia fondato il problema della salute dei nostri figli: se è fondato allora il rischio vale per tutti, se non è fondato i bambini stanno tutti subendo un danno", ha commentato un papà. "La documentazione prodotta al giudice non è composta da un certificato inerente la salute della bambina, ma da una generica letteratura scientifica e una documentazione medica in cui si dice che le onde del wi-fi potrebbero avere effetti negativi".