Un neonato è morto dopo essere rimasto per ventisei lunghissimi minuti senza respirare perché "il personale ospedaliero ha sbagliato un procedura medico", secondo quanto stabilito dall'inchiesta sulla tragedia il 12 marzo dell'anno scorso al St George's Hospital di Tooting, a sud di Londra. Il piccolo Sebastian Clark aveva appena quattro giorni di vita. I suoi genitori Alison e Justin Clark di Surbiton hanno dovuto prendere la straziante decisione di spegnere la macchina di supporto vitale alla quale era collegato il loro figlioletto. Il piccolo aveva contratto un'infezione che i medici avevano definito “irrecuperabile”.

 Il parto e la tragedia

Il 6 marzo, le acque della signora Clarke si sono rotte: la donna ha ripetutamente implorato medici e ostetriche per un cesareo. Il personale del Kingston Hospital, nel Surrey, ha però preferito sottoporre la futura mamma ad un intervento che allarga la cervice per favorire la nascita naturale. Una procedura tuttavia nota per "attivare" i batteri presenti in natura come B Strep ed E-Coli nella cervice e portare a delle infezioni, come evidenziato nell'inchiesta. Col risultato che Sebastian ha subito un grave danno cerebrale che lo ha lasciato incapace di respirare, sentire o vedere. Quindi è stato trasferito al nosocomio di Tooting. "Mi sono fidata del personale, ci hanno detto che tutto sarebbe andato bene, ci è stato sempre assicurato che Sebastian sarebbe stato bene anche quando hanno detto che avrebbe potuto avere ‘un po' di infezione’” dice Alison.

Il terribile ricordo di quel maledetto giorno

Peraltro al momento della nascita di Sebastien, i medici del reparto di maternità sono stati costretti a far fronte a due emergenze contemporaneamente, dando la priorità a un'altra madre. Il consulente in materia di ostruzioni Andrew Poole del Kingston Hospital ha ammesso che se il personale ospedaliero avesse seguito le procedure corrette, dal momento che avevano "tutte le informazioni necessarie", Sebastian sarebbe ancora vivo oggi. E due settimane dopo la sua morte, la signora Clark ha ricevuto una lettera di scuse dall'ospedale. La donna, che lo scorso maggio ha dato alla luce due gemelli, ha ricordato quei drammatici momenti. "Mi sentivo terrorizzata, stavo ansiosamente cercando di capire cosa stava succedendo. C'era sangue, così tanto sangue, quella immagine ancora mi tormenta e lo farà per il resto della vita” dice.