Negli Stati Uniti c'è una nuova, presunta vittima delle sigarette elettroniche. Dopo la notizia del decesso di un soggetto di età compresa tra i 17 e i 38 anni in Illinois, ci sarebbe un secondo paziente morto per una grave malattia respiratoria probabilmente legata all’uso dell'e-cig. L'annuncio è stato dato dall’Oregon Health Authority che sul caso ha pubblicato un rapporto, nel quale è stato anche denunciato il crescente numero di patologie simili in tutto il Paese, come ha riportato la CNN. L’uomo, deceduto a luglio e sulla cinquantina, aveva di recente svapato prodotti contenenti cannabis. C'è chi a Washington ha cominciato a parlare di epidemia, ma non è ancora chiaro se vi siano connessioni tra i due casi e se davvero lo svapo abbia causato l'insorgere di queste problematiche, per cui il condizionale è d'obbligo. Tuttavia, numeri alla mano, secondo gli ultimi dati nazionali disponibili, dal 27 agosto si sono contati 215 possibili casi in 25 diversi Stati degli Usa, in aumento rispetto alla settimana precedente in cui si era parlato di 193 possibili casi.

Le autorità a stelle e strisce stanno analizzando le possibili sostanze tossiche, ma l'elenco è lungo, ne sono circa 80. Al momento, però, non sembra esserci un prodotto coinvolto in tutti i casi, sebbene in molti di questi sia stato segnalato l’uso di THC (sostanza psicoattiva nella cannabis) e cannabinoidi. Un altro problema è rappresentato dalle miscele fai da te. I dispositivi sono, infatti, stati spesso caricati con olii alla marijuana, estratti o concentrati. Sarebbe proprio l’inalazione di queste gocce rilasciate mentre il liquido si raffredda a causare problemi respiratori e infiammazione polmonare, non il fumo elettronico vero e proprio. "Non conosciamo ancora le cause esatte di queste malattie – ha detto la dottoressa Ann Thomas dell'ente sanitario pubblico dell' Oregon -, se sono causate da agenti inquinanti, da ingredienti nel liquido o da qualcos'altro, come lo stesso dispositivo". I sintomi più comuni presentati dai pazienti presi in considerazione, nella maggior parte dei casi adolescenti e giovani adulti in salute, sono respiro corto e affannoso, insieme a vomito e febbre, ma anche dolore al petto e tosse, proprio come se si trattasse di una polmonite batterica. Molti di loro sono rimasti ricoverati per settimane in terapia intensiva dato che nei casi più gravi è necessario l'uso di ossigeno fino alla ventilazione meccanica per permettere la corretta respirazione.