"Ci sono stati molti segnali che non eravamo graditi, qui. Commenti dei vicini. Una lettera in cui un ‘comitato di residenti' ci chiedeva di risparmiare loro la vista dei nostri pazienti, perché, scrivevano letteralmente, ‘non siamo abituati quanto voi e ci impressioniamo'. Sguardi storti. Un vicino, durante l’incendio, è stato a guardare la casa in fiamme per tutto il tempo. Senza intervenire né chiamare aiuti. Ma non lasceremo". Così Natalia Onipko, direttrice della casa famiglia per bambini oncologici Dacha, a Sovky, un sobborgo di Kiev, recentemente data alla fiamme. Per la donna non ci sono dubbi: la colpa è dei vicini. La struttura è stata fondata dall'associazione Zaporuka, con il supporto della ong italiana Soleterre, così da far crescere il numero dei bimbi meno fortunati: finora, dal 2018, i piccoli ospiti sono stati 371. Cifre effettivamente sempre più alte, tanto che si è deciso di realizzare la ‘Dacha',che  può offrire a loro e famiglia vitto, alloggio, fisioterapia, supporto psicologico, navette per il vicino ospedale infantile. In tutto sono 13 le famiglie ospiti. La struttura vedrà la luce alla fine dell'anno.

Quando i vicini lo sono venuti a sapere, hanno cominciato a storcere il naso. "Il quartiere è residenziale, abitato soprattutto da ex poliziotti e militari in pensione. Gente che tiene all’ordine, al decoro", spiega Onipko. La vista di bambini malati, magari con le testoline pelate dalla chemio, "non è per loro decorosa. Ci hanno chiesto di “fare uno sforzo di empatia” e metterci nei loro panni. Loro a noi, capito?". Secondo il presidente dell’italiana Soleterre Damiano Rizzi, i vicini sarebbero animati da "una preoccupazione assolutamente distorta che il valore delle loro case venga depauperato dalla vicinanza a un luogo che vedono come triste. È un’idea di società dove c’è spazio solo per i bimbi ricchi, belli e simpatici" dice al Corriere della Sera.

E così dopo i mormorii e le lagnanze sui social, domenica si è sfiorata la tragedia: "La casa è quasi pronta e ci dormivano i due muratori che la stanno costruendo e un vigilante", spiega Onipko. Verso le 23.30 un muratore si è alzato per andare in bagno e ha visto una luce strana dalla finestre. Si è affacciato e ha visto la casa avvolta dalle fiamme. Subito sono stati chiamati i soccorsi, fortunatamente nessuno si è fatto male. I pompieri non hanno dubbi: l’incendio è doloso, "perché i materiali che hanno preso fuoco erano intrisi di liquido infiammabile, o non si sarebbero mai incendiati". I danni sono di qualche decina di migliaia di euro: niente "che ci impedisca di rispettare la nostra tabella di marcia, secondo cui riapriremo a dicembre". Ma il morale è basso. "Non possiamo escludere che ricapiti ancora. Questi bambini e le loro famiglie hanno già vite molto dure. È proprio difficile accettare che debbano ricevere anche questa ulteriore ostilità".