Uccise i due figli in preda a psicosi post-partum: giudicata non responsabile, non andrà in carcere
Dimone Fleming non sarà condannata per la morte dei suoi due figli. La donna, oggi 26enne, è stata ritenuta non responsabile penalmente per gli omicidi dei figli di 3 anni e appena 11 mesi, uccisi nel 2022 in un centro di accoglienza per famiglie nel Bronx, a New York. Al momento dei fatti, secondo gli esperti ascoltati nel procedimento, la giovane madre si trovava in uno stato di "grave psicosi post-partum" e non era in grado di comprendere pienamente la realtà.
La decisione è arrivata dopo un procedimento nel quale sia la procura sia la difesa hanno riconosciuto la gravità delle condizioni psichiche della donna. Non significa però che Fleming tornerà libera: resterà in custodia e sarà sottoposta a nuove valutazioni psichiatriche. Il prossimo passaggio in tribunale è fissato per il 18 settembre, quando dovrà essere stabilito come procedere e se possa ancora rappresentare un pericolo per altre persone.
La notte degli omicidi nel Bronx
La polizia era intervenuta dopo aver trovato Fleming in uno stato di forte alterazione. Gli agenti l'avevano descritta come "completamente irrazionale" e avevano deciso di accompagnarla in ospedale per una valutazione. Inizialmente non si erano accorti che nell'appartamento c'erano anche i due bambini.
I piccoli erano nella vasca da bagno, nascosti sotto una pila di vestiti. Un vicino aveva infatti detto agli investigatori che i bambini si trovavano con il padre. Poco dopo, l'allora compagno di Fleming e padre del più piccolo dei bimbi, Columbus Canada, era arrivato nell'abitazione e aveva trovato entrambi i bambini privi di sensi. A quel punto aveva chiamato la polizia.
Secondo quanto riferito all'epoca da fonti delle forze dell'ordine al New York Post, Fleming avrebbe confessato agli investigatori di aver ucciso i suoi due figli e avrebbe pronunciato anche alcune frasi riferite al "diavolo". La donna, che all'epoca aveva 22 anni, era stata quindi accusata di duplice omicidio di primo grado.
La ricostruzione dello stato mentale di Fleming è diventata centrale nel processo. Lo psichiatra Eric Goldsmith, che aveva valutato la donna su incarico della procura, ha descritto le sue condizioni quella notte come quelle di una persona "gravemente psicotica e completamente distaccata dalla realtà".
Fleming, secondo la valutazione dello specialista, "aveva allucinazioni, era convinta che il mondo stesse per finire e credeva che uno spirito fosse entrato nel suo corpo". Gli esperti incaricati dalla difesa hanno descritto a loro volta una situazione estremamente grave. In una relazione psichiatrico-forense si legge che la donna riteneva che quello che stava facendo fosse necessario per proteggere o "purificare" i suoi figli.
I problemi psichici di Dimone Fleming
Le difficoltà di Fleming comunque non erano iniziate quella notte. Prima degli omicidi era stata ricoverata per circa due mesi in un ospedale del Queens, dove le era stato diagnosticato un disturbo depressivo importante. I medici le avevano prescritto dei farmaci specifici.
Secondo quanto riportato dal New York Times sulla base degli atti del procedimento, la donna non avrebbe però assunto le medicine. In quel periodo avrebbe fatto invece uso quotidiano di marijuana, che avrebbe contribuito ad aggravare i suoi sintomi.
Nel corso del procedimento, procura e difesa hanno concordato sulla presenza della psicosi post-partum al momento della morte dei bambini. Per la procura, arrivare a un processo per duplice omicidio e a una condanna penale non avrebbe rappresentato, in quelle circostanze, una risposta in grado di fare giustizia.
"Perseguire penalmente le madri non serve e non può impedire che questi crimini accadano, ma il dibattito pubblico potrebbe farlo", ha dichiarato Tiffany Wichman, assistente procuratrice distrettuale del Bronx. "Parlarne è importante e spero che le persone continuino a farlo".
La donna non andrà in carcere
La decisione del tribunale non equivale quindi a una scarcerazione. Fleming dovrà essere nuovamente valutata dagli psichiatri nominati dal giudice e potrebbe rimanere ricoverata in una struttura psichiatrica per mesi o anche per anni.
A settembre il tribunale dovrà valutare anche se la donna rappresenti ancora un rischio per altre persone. La sua permanenza in una struttura sanitaria dipenderà dalle condizioni psichiche e dalle valutazioni degli specialisti.
In aula, lunedì, era presente anche Columbus Canada. A quattro anni dalla morte dei bambini, l'uomo ha detto di aver perdonato Fleming.
"È una brava persona", ha dichiarato. "Era una persona amorevole. Amava i bambini".