Turista 26enne sconterà un anno di carcere a Bali per aver violato la Giornata del Silenzio
Ieri, giovedì 20 agosto, il turista svizzero 26enne, Luzian Andrin Zgraggen, è stato condannato a un anno di carcere per aver mancato di rispetto alla "Giornata del Silenzio" di Bali, una ricorrenza che impone alle persone di restare in casa osservando silenzio e meditazione.
Per il giudice che lo ha condannato, il giovane turista ha "offeso gravemente la cultura balinsese".
Il giudice: "Ha offeso il popolo balinese"
Il Tribunale distrettuale di Denpasar, a Bali, ha condannato Luzian Andrin Zgraggen perché in occasione del Nyepi, la Giornata del Silenzio, è uscito di casa e ha fatto video sui social.
Il Nyepi è il capodanno del calendario Saka, quello in uso nella cultura balinese. Durante questa celebrazione, l'aeroporto dell'isola viene chiuso e anche l'accesso a internet viene interrotto. Addirittura, nei giorni antecedenti alla festività i residenti fanno scorta di generi alimentari in modo da poter limitare anche i minimi spostamenti. L'intera giornata rappresenta un momento di riflessione sulla lotta tra bene e male, e i credenti si dedicano alla meditazione e all'auto-purificazione spirituale.
Si tratta di un evento che viene preso molto sul serio dalla popolazione e tutti, indipendentemente dalla religione o dalla nazionalità, sono tenuti a seguirne i precetti. I post di Zgraggen però li avrebbero violati decisamente.
Ieri, il giudice ha ritenuto che il personale della villa dove alloggiava il turista lo avesse informato delle restrizioni e sconsigliato di uscire, ma Zgraggen avrebbe comunque deciso di uscire e approfittare delle spiagge deserte per fare una serie di video. In uno di questi parlerebbe anche della tradizione "folle" della Giornata del Silenzio.
"Ciò che l'imputato ha fatto ha offeso il popolo balinese, ha ferito la sua fede e ha provocato l'indignazione pubblica", ha detto all'Associated Press il giudice che lo ha condannato nell'ultima udienza del processo iniziato a giugno.
In passato, alcuni turisti sono stati fermati o espulsi per lo stesso motivo, ma di solito si risolvono ben prima dell'arrivo del caso in Tribunale.
Il video postato sui social e poi rimosso: "È una tradizione folle"
Il 26enne avrebbe violato i precetti della festività postando sulla sua pagina Instagram una serie di video in cui usciva di casa, e mettendo a corredo una didascalia piena di parolacce, almeno secondo quanto riportato dai media locali.
Durante il Nyepi anche Internet è fortemente limitato e i video sono stati visti dai residenti solo successivamente. Da lì si è innescata un'accesa polemica che è arrivata in breve tempo alle autorità locali. Il ragazzo è stato quindi intercettato e arrestato nei pressi di Kuta Beach.
Durante il processo, ha affermato di non aver compreso appieno la severità delle restrizioni. Una giustificazione che non ha convinto i giudici balinesi.