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19 Luglio 2021
18:53

Turchia, siccità e agricoltura intensiva hanno ucciso migliaia di fenicotteri

Migliaia di fenicotteri, inclusi moltissimi pulcini, sono morti sul Lago Salato della provincia di di Konya, nell’area centrale della Turchia. A uccidere i volatili, secondo le associazioni ambientaliste turche, sono state la siccità e i metodi di irrigazione impiegati nell’agricoltura intensiva.
A cura di Davide Falcioni
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Il cambiamento climatico e alcune pratiche agricole molto invasive hanno causato una strage di fenicotteri in Turchia: migliaia di uccelli – compresi molti pulcini – sono infatti morti nel lago Salato della provincia di Konya, nell’area centrale del paese. A uccidere i volatili, secondo le associazioni ambientaliste turche, sono state la siccità e i metodi di irrigazione impiegati nell’agricoltura intensiva.

Il lago Salato (Tuz Gölü, in turco) è stato inserito nella lista del Patrimonio mondiale dall’Unesco nel 2000 ed è il bacino più salino al mondo dopo il mar Morto. Nei mesi estivi, l’acqua del lago evapora molto velocemente lasciando una superficie di sale spessa 30 centimetri. Il bacino, dove sono state osservate 85 specie di uccelli diverse, riveste un’importanza strategica per quelli migratori e costituisce una delle colonie di fenicotteri più importanti della Turchia. Quest’anno, però, appena cinquemila uova di fenicottero si sono schiuse all’interno della grande colonia e molti di questi piccoli sono morti subito dopo la nascita per mancanza d’acqua. Per il ministro dell’Agricoltura Bekir Pakdemirli la colpa non è da attribuire alle coltivazioni e i fenicotteri morti sarebbero appena un migliaio, ma la fondazione ambientale Tema è di ben altro avviso ed ha pubblicato un report in cui dimostra che le pratiche agricole sono responsabili della grave penuria di acqua nella zona: la richiesta per le irrigazioni è aumentata del 30 per cento rispetto allo scorso anno e i cambiamenti climatici, con la diminuzione delle precipitazioni, ha ulteriormente peggiorato la situazione.

Il fotografo naturalista e ambientalista Fahri Tunc ha pubblicato sui propri canali social immagini e video strazianti che mostrano gli uccelli carbonizzati sulla superficie arida e brulla del lago ormai secco: "La colpa e dei sistemi di irrigazione selvaggia praticati dall’agricoltura locale – denuncia. – Le riserve di acqua provenienti da un fiume che alimenta il Lago Salato vengono reindirizzate verso i campi e usate nell’agricoltura. Non arrivando più acqua al lago, questo si sta seccando: è un crimine che stiamo commettendo tutti".

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