E' stato un breve filmato diffuso da Toronto Star a rivelare gli ultimi istanti prima della cattura di Alek Minassian, il giovane di origine armena che ieri era alla guida del furgone che a Toronto ha causato la morte di 10 persone e il ferimento di altre 16. "Uccidimi", dice Alek a un agente di polizia, che in risposta gli intima di stendersi a terra e non opporre resistenza. Il giovane replica: "Ho una pistola nella mia tasca". Il poliziotto: "A terra o ti sparo". L’autista: "Sparami in testa". Fortunatamente il poliziotto è riuscito a mantenere il sangue freddo e a bloccare il folle attentatore senza premere il grilletto: non dev'essere stato semplice mantenere la calma, di fronte a una persona che minacciava di possedere un'arma ed aveva già dimostrato di essere in grado di uccidere, falciando alla guida di un van decine di pedoni.

Proprio per questo il presidente dell’associazione della polizia Mike McCormack ha definito l’agente "una gran persona" per aver evitato di aprire il fuoco verso il 25enne. "E’ scosso dalla situazione e della sua portata. Ma ha detto: ‘Sapete, ho solo fatto il mio lavoro' – ha raccontato – Si è confrontato con una persona che pareva avere un’arma e lo minacciava, cercando di spingerlo a ucciderlo, e lo ha arrestato". Secondo il Toronto Star, che è riuscito a intervistare l'agente, si tratta di un esempio positivo: come fa notare il giornale diversi esperti raccomandano una formazione che consenta ai poliziotti di fronteggiare casi del genere smorzando la tensione ed evitando di ricorrere alla violenza: sparare per l'agente sarebbe stato sicuramente molto più "comodo", ma non avrebbe mai permesso di scoprire le ragioni che hanno spinto Alek Minassian a commettere una strage.

Sui social network in molti hanno elogiato il sangue freddo della squadra che ha fronteggiato l'autore dell’attentato di Toronto in generale e quello dell'agente di polizia che in prima persona lo ha bloccato.