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Suoceri morti dopo pranzo con funghi velenosi, la nuora si difende: “Comprati in negozio asiatico”

La 48enne australiana Erin Patterson rigetta ogni accusa e assicura che quei funghi li aveva comprati in un negozio asiatico mesi prima. “Anche io sono finita in ospedale dopo quel pranzo” ha rivelato la donna.
A cura di Antonio Palma
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Sospettata di aver avvelenato e ucciso gli ex suoceri e una zia dell’ex marito con un pranzo a base di funghi velenosi, la 48enne australiana Erin Patterson rigetta ogni accusa e assicura che quei funghi li aveva comprati in un normale negozio, mangiandoli anche lei. In una dichiarazione scritta inviata alla polizia di Victoria, la donna infatti ha spiegato che i funghi erano una miscela di funghi champignon acquistati in una grande catena di supermercati e funghi secchi acquistati in un negozio di alimentari asiatico a Melbourne mesi prima.

“Non avevo assolutamente alcun motivo per colpire queste persone che amavo. Ora sono devastata al pensiero che questi funghi possano aver contribuito alla loro morte" ha scritto la donna nella sua dichiarazione ottenuta dalla ABC. I suoceri della donna, Don e Gail Patterson, sono morti dopo aver pranzato a casa della signora Patterson a Leongatha, una città a sud-est di Melbourne, il 29 luglio. Anche la sorella di Gail Patterson, Heather Wilkinson, è morta e suo marito Ian Wilkinson è ricoverato invece in condizioni critiche.

Le vittime dei funghi velenosi
Le vittime dei funghi velenosi

Smentendo i precedenti resoconti, la donna ha raccontato che i figli non erano presenti e per questo non hanno mangiato e che anche lei è finita in ospedale dopo quel pranzo.  Secondo la sua dichiarazione, avrebbe servito il pasto facendo scegliere agli ospiti il piatto desiderato e riservando per sé l’ultimo rimasto. La signora ha rivelato infine di essere stata trasportata in ambulanza in ospedale in preda a forti dolori allo stomaco e a diarrea. Le stesse autorità sanitarie hanno confermato che una quinta persona nelle stesse ore si era presentata al Leongatha Hospital il 30 luglio con sospetta intossicazione alimentare.

La 48enne ha sottolineato di aver conservato anche ciò che restava del pranzo e di averlo dato agli inquirenti per un esame. Nella dichiarazione, la signora Patterson ha ammesso però di aver mentito agli investigatori quando ha detto loro di non avere più da mesi il disidratatore alimentare usato per preparare il pranzo e che invece aveva buttato proprio in quei giorni. La donna ha detto di aver agito per paura di poter perdere la custodia dei figli dopo che l’ex marito l’ha accusata di aver avvelenato i genitori.

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