Sparatoria a Cracovia, Roberto: “Nella fuga ho perso gli amici, mi sono nascosto in un bar. Attimi indescrivibili”

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Roberto Di Matteo
Roberto Di Matteo, turista modenese, ha raccontato a Fanpage.it gli attimi di terrore vissuti durante l’attentato a Cracovia, Il giovane si trovava in Piazza del Mercato insieme ad alcuni amici quando ha udito gli spari e si è nascosto in un bar.

Si trovava in Piazza del Mercato a Cracovia quando Michal Oksinski ha aperto il fuoco sulla folla. Roberto Di Matteo, italiano di Modena, ha vissuto attimi di panico nella giornata di sabato, quando un attentato ha provocato 6 morti e 16 feriti in Polonia. Oksinski è stato arrestato e attualmente si trova in ospedale dopo essere rimasto ferito nello scontro a fuoco con gli agenti.

A Fanpage.it, Roberto ha raccontato di essere ancora in fase di elaborazione del trauma vissuto. "Abbiamo assistito a qualcosa di davvero indescrivibile – ha ricordato nell'intervista telefonica-. In questi frangenti capisci che le cose possono cambiare da un momento all'altro. Per qualche minuto ho davvero pensato che sarei morto".

Roberto si trovava in Piazza del Mercato quando i primi colpi sono esplosi. Con gli amici era nei pressi dell'Hard Rock Cafe e aveva appena deciso di fermarsi per un caffè mentre un altro membro della comitiva stava ultimando gli acquisti in un negozio di abbigliamento poco lontano. "Quando abbiamo udito gli spari, io avevo stavo per percorrere i gradini del locale. Mi sono affacciato e ho visto tantissime persone correre verso di noi. Istintivamente siamo entrati nel negozio, mi sono nascosto e ho perso i miei amici".

Roberto era arrivato a Cracovia con un collega e altri due amici per un weekend di vacanza. La passeggiata a Piazza Mercato era parte del giro turistico e nessuno si aspettava di assistere a un'aggressione del genere. "Abbiamo visto la macchina e udito distintamente gli spari. Poi abbiamo visto la folla scappare e le macchine della polizia, quindi abbiamo fatto due più due".

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Foto di Roberto Di Matteo

"In un primo momento ho continuato a guardare in strada da dietro le vetrine e il titolare ha urlato contro di noi, intimandoci di non stare lì e di nasconderci. Io nel panico non ho subito capito cosa stesse dicendo, ma istintivamente mi sono nascosto nella cucina del bar, accanto a una lavastoviglie. Ho avuto paura per molto tempo, poi ho capito che il pericolo era passato, diciamo così. Ho chiamato immediatamente i miei amici per capire dove fossero e con non poco timore li ho raggiunti. Subito dopo ci siamo rifugiati in un'abitazione situata sopra l'Hard Rock Cafè".

Nella casa nella quale sono stati ospiti, vi erano diverse persone. "Una difendeva l'ingresso con un'estintore, mentre una ragazza italiana piangeva disperata e chiamava i familiari. La situazione era abbastanza critica". In tutto sono stati 30 i minuti di terrore trascorsi prima di apprendere che l'attentatore era stato arrestato. "Non ci siamo subito fidati, abbiamo continuato ad avere paura. Quando siamo usciti in strada, abbiamo visto una persona a terra poco lontano dal negozio nel quale invece si era rifugiato l'altro nostro amico. La vetrina era completamente frantumata".

L'ultimo compagno di viaggio, ha spiegato Roberto, è rimasto nello sgabuzzino del negozio di abbigliamento per molto tempo. "Non poteva uscire perché nel locale c'erano diversi feriti. Quando ci siamo riuniti, siamo tornati a casa e non ne siamo più usciti. Noi torneremo in Italia lunedì mattina, ma dopo l'attentato abbiamo deciso di restare il più possibile nell'appartamento che avevamo prenotato".

"Abbiamo avvisato le nostre famiglie prima che sapessero quello che era accaduto dal Tg. Ora abbiamo paura ad andare in aeroporto, non lo nascondo, ma non vediamo l'ora di tornare a casa. Quanto successo mi ha aperto gli occhi su quanto la vita sia fragile".

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