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L'implosione del sottomarino Titan a giugno 2023

Sottomarino Titan disperso, esaurite 96 ore di ossigeno ma continuano le ricerche dei 5 passeggeri

Sono scadute oggi le 96 ore di ossigeno disponibile a bordo del Titan, il sottomarino per esplorazioni turistiche scomparso domenica scorsa nell’area dell’affondamento del Titanic. Diminuiscono, ma non si fermano, le speranze di trovare vivi i cinque passeggeri dispersi.
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A cura di Ida Artiaco
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L'implosione del sottomarino Titan a giugno 2023

Sono scadute le 96 ore di ossigeno a disposizione nel sommergibile Titan, il sottomarino per esplorazioni turistiche scomparso domenica scorsa nell'area dell'affondamento del Titanic, nell'Oceano Atlantico.

Diminuiscono sempre di più le speranze di ritrovare vivi i cinque passeggeri a bordo, e cioè il miliardario britannico Hamish Harding, l'esperto di Titanic Paul-Henri Nargeolet, il ceo della stessa OceanGate Stockton Rush, l'uomo d'affari di origine pachistana ma cittadino britannico, Shahzada Dawood, e suo figlio di 19 anni Suleman.

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Le ultime notizie sulle ricerche

Le ricerche continueranno nonostante la Guardia costiera degli Stati Uniti stimi che la fornitura d'aria nel sottomarino sia esaurita. È quanto ha dichiarato il responsabile dell'operazione. "Abbiamo veicoli telecomandati che stanno lavorando lungo la linea del percorso in cui era avvenuta l'immersione pianificata per il sommergibile Titan. Abbiamo la capacità sia di cercare che di salvare", ha spiegato il contrammiraglio John Mauger.

Sempre Mauger i suoni rilevati all'inizio di questa settimana nella ricerca del Titan scomparso erano generati dal "rumore di fondo dell'oceano", secondo le prime analisi della Marina statunitense. Lo riporta Sky News. Il contrammiraglio ha specificato che si continuerà a cercare tutte le "informazioni disponibili" sui suoni subacquei rilevati.

Intanto, il co-fondatore di OceanGate, Guillermo Sohnlein, ha rotto il silenzio per dire che crede che i cinque membri dell'equipaggio a bordo di Titan abbiano "più tempo di quanto la maggior parte della gente pensi".

In una dichiarazione a Insider, Sohnlein, che non è più coinvolto nella società ma rimane un azionista di minoranza, ha dichiarato: "Oggi sarà un giorno critico in questa missione di ricerca e salvataggio, poiché le scorte di supporto vitale del sottomarino stanno iniziando a scarseggiare. Sono certo che Stockton e il resto dell'equipaggio si siano resi conto giorni fa che la cosa migliore che possono fare per garantire il loro salvataggio è estendere i limiti di tali rifornimenti rilassandosi il più possibile. Credo fermamente che la finestra temporale disponibile per il loro salvataggio sia più lunga di quanto la maggior parte delle persone pensi. Continuo a nutrire speranze per il mio amico e il resto dell'equipaggio".

L'ossigeno potrebbe non essere finito

Secondo gli esperti, quella delle 96 ore di ossigeno disponibile sarebbe una stima imprecisa: se i passeggeri, infatti, avessero adottato alcuni accorgimenti per consumarne meno (ad esempio rimanere calmi e non mangiare) ci sarebbe ancora qualche ora di autonomia.

Frank Owen, esperto di ricerca e salvataggio di sottomarini, ha spiegato in particolare che la stima sull'ossigeno si basa solo su una "quantità nominale di consumo". E tuttavia, al di là dei pareri tecnici, sembrano ormai essere ridotte al lumicino le speranze di ritrovare ancora in vita i cinque passeggeri del batiscafo.

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L'arrivo del ROV Victor 6000

Intanto, la nave che trasporta il ROV Victor 6000 è arrivata nella zona di ricerca di Titan, secondo Ifremer, l'istituto di ricerca oceanico francese gestito dallo stato che gestisce il robot, mentre ha raggiunto il fondo marino il ROV, il mini-robot per le acque profonde, della nave canadese Horizon Arctic, che ha cominciato subito a scandagliare i fondali.

Continua, dunque, la corsa contro il tempo per individuare e tentare di riportare in superficie il mini sommergibile, nonostante in teoria le ore di ossigeno a disposizione siano tragicamente terminate. E rimangono ancora molti ostacoli: dall'individuazione della posizione della sottomarino, al suo raggiungimento con le attrezzature di soccorso, al trasporto in superficie, ammesso che sia ancora intatto.

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Le difficoltà nelle ricerche dei dispersi

Che le operazioni di individuazioni e recupero del sottomarino fossero tutt'altro che facili era un fatto noto. Come ha spiegato a Fanpage.it l'ammiraglio Di Paola "dal punto di vista tecnico è una situazione molto difficile, parliamo di un mini sommergibile con una autonomia limitata e non sappiano nemmeno che problemi abbia avuto. Bisogna capire su che fondali si trova perché lì ci sono fondali molto alti e dipende da dove sia finito".

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