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Soldata si suicida dopo abusi sessuali in caserma, due ufficiali a processo: “Non fecero nulla per aiutarla”

Nel 2021 la soldata Jaysley Beck si è tolta la vita a 19 anni dopo aver subito abusi sessuali in caserma. Ora due ufficiali dell’esercito britannico sono stati incriminati e verranno processati dalla Corte marziale. Consapevoli di quanto accadeva alla ragazza, non sarebbero intervenuti per aiutarla.
A cura di Eleonora Panseri
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Due ufficiali dell'esercito britannico verranno processati dalla Corte marziale con l'accusa di essere venuti a conoscenza degli abusi sessuali subiti in caserma da una giovane soldata, Jaysley Beck, che nel 2021 si è suicidata a seguito delle violenze, e di non aver fatto nulla per aiutarla.

La ragazza aveva solo 19 anni. Gli imputati sono un uomo e una donna, riportano i quotidiani esteri. Il corpo di Beck fu trovato nella base di Larkhill camp, nel Wiltshire inglese.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza aveva denunciato di aver subito abusi ma il caso, secondo quanto emerso da un'inchiesta interna disposta dallo Stato maggiore d'intesa con il ministero della Difesa, non sarebbe stato approfondito adeguatamente.

Tutto ciò avrebbe contribuito "in non piccola parte" alla decisione della 19enne di togliersi la vita. Solo l'anno scorso un commilitone, il sergente Michael Webber, è stato condannato a 6 mesi di carcere per molestie in relazione alla vicenda.

A denunciare con forza quanto accaduto alla soldatessa erano stati invece i suoi familiari e i media, che avevano fatto emergere anche una serie di precedenti scandali e abusi a sfondo sessuale emersi a fatica fra i ranghi delle forze armate di Sua Maestà.

Tempo fa il comando dell'Esercito si era pubblicamente scusato e adesso la Service Prosecution Authority, la Procura militare britannica, ha formalmente incriminato i due ufficiali superiori del reparto di cui Beck faceva parte, la colonnella Samantha Shepherd e il maggiore James Hook.

Entrambi sono accusati di aver saputo delle intenzioni suicide della ragazza a seguito degli abusi e di non aver fatto nulla per aiutarla. Fin dall'apertura dell'indagine, la famiglia della vittima aveva sollecitato verifiche su Shepherd e Hook.

"Dopo più di 4 anni dalla perdita di nostra figlia, siamo finalmente sollevati che si sia arrivati a questo punto", ha commentato Leighann McCready, la madre di Jaysley, dopo aver appreso la notizia.

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