Siria, la denuncia di un nuovo massacro: “100 civili uccisi, molti bambini”

Dalla Siria continuano ad arrivare, ora dopo ora, notizie di bombe, esplosioni, attentati e sangue. Ieri nella zona di Idlib, nel nord del Paese, delle bombe hanno ucciso più di 20 persone, il giorno precedente è stato quello della strage all’università di Aleppo. E nello stesso giorno di quel massacro di cui nessuno, né i ribelli, né Assad, si assumono la responsabilità, a Homs sarebbero morte almeno un altro centinaio di civili. La denuncia del nuovo massacro arriva dagli attivisti: ci sarebbe stato un assalto dell’esercito siriano in un villaggio alla periferia della città, nel centro della Siria. Sarebbero morte 106 persone, tra cui diverse donne e bambini. È stato l’Osservatorio siriano per i Diritti umani (con sede a Londra ma con diversi informatori sul terreno) a dire che la strage si è verificata lo scorso martedì ed è andata avanti per 24 ore. L’esercito avrebbe attaccato l’area agricola di Basatin al Hasawiya e durante l’assalto – riferisce la ong – gli uomini di Assad hanno incendiato le case dei residenti, uccidendo i civili con armi da fuoco e coltelli.
Intere famiglie distrutte – La Ondus ha anche fatto sapere di avere i nomi dei membri di una famiglia di 14 persone interamente distrutta. Una famiglia che era composta almeno da 3 bambini. Se questo è il bilancio fornito dall’Osservatorio per i diritti umani, quello dei Comitati di coordinamento locali appare più ridotto, anche se parziale. Omar Idibi ha infatti parlato di 37 vittime ma ha affermato che questa cifra è stata fornita ieri, poi in seguito sono stati trovati altri corpi senza vita. Secondo le ong nella campagna colpita dall’esercito – circa cinque chilometri dal centro – non ci sarebbero milizie ribelli ma solo un gran numero di rifugiati scappati dagli altri quartieri della città. Il quotidiano governativo Al-Watan ha parlato, invece, di “notevoli progressi” compiuti dall’esercito nei pressi di Homs.