Secondo Boris Johnson in Gran Bretagna si contano così tanti contagi perché i cittadini amano troppo la libertà per riuscire a rispettare le regole. Mentre il Regno Unito affronta un'impennata di contagi e si prepara ad approvare nuove misure di chiusura, il premier britannico ha una teoria tutta sua sul perché il suo Paese sarebbe stato travolto da una vera e propria seconda ondata di nuovi casi, mentre in altri Paesi, come ad esempio l'Italia, la situazione epidemiologica è rimasta pressoché sotto controllo. In una seduta di Westminster, infatti, il laburista Ben Bradshaw gli chiede come mai Germania e Italia abbiano registrato molti meno casi rispetto alla Gran Bretagna, sostenendo che magari questo sia dovuto a un merito nei sistemi di test e di tracciamento locale dei contatti. Il laburista lancia un affondo al premier, alludendo alla poca efficacia della strategia messa in campo dal governo britannico. E Johnson risponde: "Non è così, e i continui attacchi al nostro sistema di testing e tracing del NHS (National health system, ndr) non sono necessari, ma rischiano invece di compromettere quanto fatto finora. E inoltre, c'è un'importante differenza tra il nostro Paese e tanti altri Stati nel mondo. E cioè che noi amiamo la libertà. Per questo è molto difficile per il popolo inglese obbedire in modo uniforme alla linee guida così come sarebbe necessario".

Intanto da domani, giovedì 24 settembre, entreranno in vigore una serie di nuove misure per il contrasto della diffusione del coronavirus nel Regno Unito. Resteranno attive per sei mesi. Il governo britannico ha fatto di tutto per evitare un nuovo lockdown generale, ma l'epidemia nel Paese continua a registrare dati allarmanti. I consulenti scientifici del suo governo, Patrick Vallance e Chris Whitty, hanno avvertito che se l'incremento dei nuovi casi di Covid-19 resterà al livello attuale, a ottobre potrebbero esserci 50mila infezioni al giorno e oltre 200 morti al giorno a novembre. Uno scenario che si sta cercando di scongiurare in tutti i modi, non volendo allo stesso tempo tornare a una situazione di lockdown nazionale che sarebbe fatale per l'economia britannica.