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Scrisse libro per aiutare i figli a superare la morte del padre ma lo aveva ucciso lei per l’assicurazione

Kouri Richins è stata condannata da un Tribunale statunitense per omicidio aggravato del marito Eric Richins, avvelenato con una dose letale di fentanil in un cocktail. Voleva incassare l’assicurazione da 2 milioni di euro.
A cura di Antonio Palma
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Per aiutare figli dopo la morte improvvisa del marito a soli 33 anni, aveva deciso di scrivere e pubblicare un libro per bambini che potesse sostenere i tre minori nel lutto ma in realtà a uccidere l’uomo era stata proprio lei avvelenandolo di proposito con un cocktail. Per questo una donna dello Utah, la 35enne Kouri Richins, è stata ora condannata da un Tribunale statunitense per omicidio aggravato del marito Eric Richins.

Il decesso dell’uomo risale al marzo del 2022 quando il 33enne si senti male improvvisamente in casa sua. Un decesso improvviso e inaspettato, come raccontò la stessa donna durante le presentazioni del libro e che per questo però insospettì la famiglia di origine dell’uomo. Eric Richins infatti nelle settimane precedenti aveva detto di temere per la sua vita dopo essersi sentito male in varie occasioni.

Come stabilito dalle analisi post mortem, in effetti fu avvelenato con un oppioide sintetico messo in un cocktail in una dose cinque volte superiore a quella letale. Secondo l'accusa, Kouri Richins, aveva premeditato tutto e anzi aveva già tentato di avvelenare il marito alcune settimane prima, il giorno di San Valentino, con un panino contenente fentanil che però non era risultato letale. Per questo, oltre al reato di omicidio, la donna è stata condannata anche per tentato omicidio. Infine riconosciuta colpevole anche di frode assicurativa.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il movente dell’omicidio infatti è da addebitare alla speranza della donna di incassare il premio assicurativo sulla morte del marito. Richins, un'agente immobiliare specializzata nella compravendita di case si era indebitata e aveva stipulato numerose polizze vita a nome del marito a sua insaputa, con indennizzi totali per circa 2 milioni di dollari.

Durante il processo è emerso che la donna aveva un amante col quale scambiava messaggi in cui fantasticava di lasciare il marito, ottenere milioni di dollari con il divorzio e sposare il nuovo uomo. A incastrare la donna anche le numerose ricerche online sul telefono tra cui "qual è una dose letale di fetanaile", "prigioni di lusso per i ricchi americani" e "se qualcuno è avvelenato, cosa viene scritto sul certificato di morte?".  La donna ora rischia decenni di carcere, la sola accusa di omicidio aggravato infatti prevede una pena detentiva da 25 anni all'ergastolo.

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