Scontri in Turchia, arriva l’altolà di Onu e USA a Erdogan: “Rispetta i diritti civili”

Un'altra notte di proteste è passata in Turchia. Tra Istanbul e Ankara, gli agenti sono intervenuti con gas lacrimogeni e cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti riuniti rispettivamente in piazza Taksim e in piazza Kızılay, dopo che il premier Recep Tayyip Erdogan aveva annunciato ‘tolleranza zero' per soffocare le massicce dimostrazioni contro il suo governo. Negli stessi istanti la Casa Bianca e l'Onu si sono dichiarate preoccupata per il rischio di violazione delle libertà di espressione e ha chiesto il dialogo tra governo e manifestanti. "Siamo preoccupati da qualsiasi tentativo di punire le persone per aver esercitato il loro diritto alla libertà di parola", ha affermato la portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza americano, Caitlin Hayden, sottolineando il diritto "di radunarsi" e di "manifestare pacificamente". La portavoce ha anche ricordato che la Turchia è uno stretto alleato degli Stati Uniti e che il Governo americano auspica che le autorità turche difendano le "libertà fondamentali". Da parte sua, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon ha ribadito l'importanza del dialogo tra il cuore della protesta e il governo turco per risolvere i dissidi.
Una sorta di altolà quello di Onu e governo USA che arriva anche alla luce della decisione del Consiglio supremo della Radio e della Televisione turca di sanzionare una serie di canali tvcon l’accusa di aver "nuociuto allo sviluppo fisico, morale e mentale dei bambini e dei giovani" trasmettendo le immagini delle proteste di Istanbul. Fra le emittenti multate c'è soprattutto Halk Tv, una piccola televisione vicina all'opposizione che ha avuto un enorme boom di ascolti nelle ultime settimane per aver trasmesso in diretta 24 ore su 24 gli eventi di piazza Taksim e degli altri luoghi della protesta, mentre i principali media fornivano informazioni limitate sulle manifestazioni in corso.
