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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Richiesta d’arresto per il ministro israeliano Smotrich, Luigi Daniele: “L’accusa è di crimini contro l’umanità”

Il Ministro israeliano sarebbe accusato di crimini contro l’umanità: apartheid, espulsione forzata dei palestinesi e allargamento delle colonie illegali. Il messaggio del leader dell’estrema destra israeliana è: “Ad ogni vostra azione faremo una rappresaglia ai palestinesi”. A Fanpage.it l’analisi del giurista Luigi Daniele.
Intervista a Prof. Luigi Daniele
Giurista, docente di diritto internazionale, Università del Molise
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La richiesta di mandato di arresto per Bezalel Smotrich da parte della Corte penale internazionale ha aggiunto un tassello nuovo e rilevante alle azioni del governo israeliano verso la popolazione civile palestinese. Il giurista italiano Luigi Daniele segue da vicino da diverso tempo tutte le violazioni del diritto internazionale che ruotano intorno alla questione palestinese. Dai crimini di guerra commessi durante il genocidio a Gaza, alla violazione dei diritti umani perpetrata dalle autorità israeliane e dai coloni quotidianamente in Cisgiordania, l'esperto di diritto dei conflitti armati ha collaborato con ong internazionali per l'individuazione dei crimini specifici.

Con lui abbiamo provato ad approfondire il valore politico e legale di questa richiesta e le modalità scelte da Smotrich per replicare. Il Ministro delle Finanze israeliano ha detto che la Corte de l'Aja è "antisemita", promettendo una "guerra" contro il possibile mandato di arresto internazionale nei suoi confronti per crimini contro l'umanità.

La Cpi ha avanzato una richiesta di mandato di arresto nei confronti di Smotrich e sembra anche di altri. Tecnicamente cosa succede ora?

"A questo stadio è la Procura della Corte penale internazionale ad inviare al collegio dei giudici della competente camera preliminare la richiesta di emissione dei mandati di arresto. Se i giudici sono concordi, sull'esistenza dei ragionevoli motivi di ritenere che quei crimini siano stati commessi, emettono il mandato d'arresto. Le ultime indiscrezioni indicano l'inizio dello scorso mese di aprile come il momento dell'invio della richiesta da parte della Procura e segnalano che la posizione di alti ufficiali israeliani sia al vaglio della Procura. Ancora più importante è la circostanza che anche la posizione di Itamar Ben Gvir, Ministro della sicurezza di Israele, sarebbe al vaglio della Cpi".

Di cosa è accusato Smotrich?

"I crimini che la Procura implica a Smotrich sono cruciali per comprendere la tragedia dei crimini commessi in Palestina. Pur non riferendosi alle stragi di civili e le condotte di genocidio commesse a Gaza, hanno a che fare con la peculiare configurazione del disegno eliminazionista delle forze al governo in Israele nei confronti dei palestinesi. È basato sulla possibilità di continuare, pur in assenza del massacro di civili, attraverso le condotte di persecuzione, di apartheid, di espulsione forzata, che determinano condizioni invivibili per i palestinesi, un ambiente coercitivo, funzionale all'espulsione dal territorio.

Parliamo anche del crimine di guerra perpetrato attraverso le colonie, cioè il trasferimento della potenza occupante sul territorio occupato. È un disegno di sostanziale denazionalizzazione permanente del popolo palestinese. La chiusura ideale della questione palestinese per figure come Smotrich o come Ben Gvir, e decine di altre figure del governo israeliano, è quella che con un eufemismo denominano "migrazione volontaria". Significa sostanzialmente l'espulsione totale della popolazione palestinese dal territorio occupato di Palestina. Il genocidio è questo. L'insieme di questi crimini di guerra e crimini contro l'umanità indicano la natura eliminazionista del progetto israeliano, tra l'altro in fase avanzata di realizzazione".

Il professor Luigi Daniele
Il professor Luigi Daniele

Smotrich ha rilanciato subito dichiarando sostanzialmente "guerra" alla Cpi e dicendo che la regia dell'operazione sarebbe dell'Autorità Nazionale Palestinese. Che segnale è?

"Sta dando secondo me un duplice segnale. Da un lato al proprio elettorato, tra cui ormai larghi settori della società israeliana, che sono sostanzialmente allineati alle posizioni dei coloni, ovvero spingono per la progressiva cancellazione della Palestina e dei palestinesi. L'altro inquietante segnale che viene dato è alla giustizia internazionale, alle istituzioni internazionali nel loro complesso e agli Stati terzi. Smotrich sta dicendo, a mio avviso in una logica terroristica, che qualsiasi tentativo di perseguire giustizia per le violazioni degli elementari diritti dei palestinesi sarà seguito da ulteriori crimini, tra l'altro proprio del tipo di quelli che gli vengono imputati, in forma di rappresaglia sulla popolazione civile palestinese. Quindi sta dicendo agli Stati terzi e alla giustizia internazionale: ogni vostro passo per tutelare i palestinesi contro la nostra eliminazione sarà motivo di un'accelerazione dei nostri disegni di eliminazione dei palestinesi.

A mio avviso questa è una logica terroristica. Se si analizzano le definizioni di terrorismo nel diritto internazionale, si vede che le violenze contro i civili al fine di costringere Stati o istituzioni pubbliche a fare qualcosa o a non intraprendere determinate condotte porta al cuore della definizione internazionale di terrorismo".

C'è un legame tra le sanzioni imposte dall'Unione Europea alle organizzazioni dei coloni e la richiesta di mandato di arresto elaborata dai magistrati della Corte penale internazionale? 

"Sarebbe altamente auspicabile che la politica estera e di sicurezza dell'Unione Europea prendesse atto dell'insostenibilità, dell'insicurezza, delle minacce che ricadono sull'Europa a causa dei crimini israeliani. Non è escluso che, in omaggio agli accordi bilaterali che esistono tra Corte penale internazionale e Unione Europea, ci siano stati dei segnali impliciti sulle rispettive azioni che da lì a poco si sarebbero intraprese. Però l'Unione Europea continua a non attivare il famoso regolamento di blocco, che sarebbe un passaggio fondamentale per difendere la Corte penale internazionale dalle illegali sanzioni dell'amministrazione Usa di Donald Trump. L'auspicio di una sinergia tra l'azione dell'Unione Europea e della Corte si scontra con il dato di fatto, durato fino ad oggi, di sostanziale abbandono della Corte a se stessa da parte dell'Unione Europea.

Ricordiamo che l'Ue è l'unione sovranazionale con il maggior numero di Stati sottoscrittori dello Statuto di Roma, che istituisce la Corte penale internazionale. Per fare in modo che l'auspicio di un'azione congiunta si possa progressivamente affermare è necessaria la mobilitazione di tutte le forze della società civile, affinché in particolare gli esecutivi nazionali cambino diametralmente posizione e seguano l'esempio della Spagna di Sanchez".

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