Regista di Josephine Ange Gardien arrestato per l’omicidio della compagna: spinta dal sesto piano a Parigi

Un produttore e regista francese che ha lavorato anche a diverse stagioni della serie tv "Joséphine, Ange Gardien”, Philippe P., è stato arrestato dalla polizia di Parigi con l’accusa di aver ucciso la compagna gettandola dal sesto piano di un palazzo di rue du Faubourg-Poissonnière, nel centro di Parigi. La terribile vicenda scoperta nelle primissime ore di oggi, venerdì 3 aprile, intorno alle 4, quando alcuni passanti hanno allertato la polizia dopo aver sentito il rumore ed essersi accorti che qualcuno era caduto da un edificio.
Nonostante l’arrivo immediato dei soccorsi medici sul posto, nel X arrondissement di Parigi, per la donna non c’è stato nulla da fare. La vittima giaceva esanime in strada nuda, i sanitari hanno provato a rianimarla a lungo ma purtroppo senza successo e alla fine si sono dovuti arrendere dichiarandone il decesso sul posto. Secondo una prima ricostruzione, la donna, una quarantena di origine ucraina, sarebbe stata spinta già dal palazzo nel centro della capitale francese facendo un volo nel voto di diversi metri.
Il sospetto è che sia sta anche picchiata o comunque aggredita poco prima. La procura di Parigi, che ha aperto una indagine per accertare i fatti, infatti, ha confermato che il corpo presentava ferite all'addome e piccoli tagli netti alle dita. Secondo quanto riferito da una fonte di polizia a Le Parisien, inoltre aveva una ferita all'anca che potrebbe essere stata causata da un'arma da taglio. Accanto al cadavere inoltre un manico di coltello senza lama.
La polizia parigina, accorsa sul osto insieme ad ambulanza e vigili del fuoco, ha subito individuato l'appartamento da cui è caduta la donna, al sesto piano dell'edificio. Al momento dei fatti in casa pare ci fosse solo il compagno regista, un 63enne che è stato quindi posto in stato di fermo con l’accusa di omicidio.
All'interno dell’abitazione la polizia avrebbe rinvenuto anche sostanze stupefacenti su un tavolo, un passaporto appartenente alla vittima e coltelli da cucina con manici identici a quello trovato accanto alla vittima. L’uomo pare fosse in stato confusionale e avrebbe risposto alle domande degli investigatori in modo evasivo.