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Elezioni in Francia 2024

Quali sono gli schieramenti che si presentano alle elezioni del 30 giugno in Francia

In Francia sta per partire la campagna elettorale per le elezioni del 30 giugno: il centro – schieramento di Macron – ha lanciato un nuovo programma, a sinistra si sono uniti nel Nuovo fronte popolare mentre la destra – dove il Rassemblement National è forte del risultato alle europee – è in subbuglio.
A cura di Annalisa Girardi
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In Francia sta scadendo il tempo per presentare le candidature alle elezioni legislative di domenica 30 giugno, convocate dal presidente francese Emmanuel Macron dopo il risultato delle elezioni europee. Secondo quanto scritto nel decreto presidenziali, subito dopo lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale i partiti hanno tempo fino a questa sera – precisamente fino alle ore 18.00 – per depositare i nomi dei candidati: domani si parte ufficialmente con la campagna elettorale.

Tra i nomi depositati c'è anche quello dell'ex presidente Francois Hollande, che ha deciso di candidarsi per i socialisti nell'alleanza di sinistra del Nuovo Fronte Popolare. Oltre al Partito socialista, partecipano all'alleanza anche La France Insoumise, il Partito Comunista e gli Ecologisti. Nei giorni scorsi manifestanti di sinistra sono scesi in piazza in tutto il Paese per manifestare contro l'estrema destra: i giornali francesi parlando di 250mila persone, di cui 75mila solo a Parigi.

Per quanto riguarda la situazione al centro, il premier uscente Gabriel Attal ha lanciato un nuovo programma e promesso diverse misure in caso di vittoria, tra cui un taglio del 15% sulle bollette e un aumento del cosiddetto "bonus Macron", che le aziende possono riconoscere ai loro dipendenti.

A destra il Rassemblement National è forte del risultato alle europee, ma la situazione generale è frammentata. Nei Repubblicani, partito di centrodestra, si era aperta una grave crisi interna dopo che il presidente della formazione Eric Ciotti aveva annunciato di voler fare un accordo elettorale con RN senza essersi consultato con il resto della dirigenza. Dopo una riunione febbricitante – che Ciotti aveva cercato di ostacolare chiudendo letteralmente la sede del partito – i dirigenti avevano espulso il presidente, una decisione poi annullata dal tribunale. Anche tra le fila di Reconquete non tira un'aria tranquilla e non sono mancate le espulsioni, precisamente ai danni di Marion Maréchal (nipote di Marine Le Pen). Il leader dello schieramento Eric Zemmour ne ha annunciato l'esclusione dopo che è saltato l'accordo con il RN per le europee e che ora Maréchal ha annunciato l'intenzione di sostenere i candidati di RN.

Secondo un sondaggio condotto in Francia da Elabe per BfmTV e La Tribune Dimanche, un cittadino su tre – il 32% – sarebbe favorevole proprio a una vittoria del Rassemblement National, contro uno su quattro – il 26% – che auspicherebbe invece per la nuova alleanza di sinistra del Nuovo fronte popolare. Solo uno su cinque – appena il 17% – vorrebbe che restasse al potere la maggioranza presidenziale di Renaissance.

Per la Francia "l'abominio è il blocco islamo-sinistra che sostiene quasi apertamente la scomparsa di tutte le nostre libertà, la prima quella di essere francese e di trarne beneficio", ha commentato la leader e fondatrice di Rassemblement National, Marine Le Pen in un'intervista a Le Figaro, annunciando che in caso di vittoria non chiederà le dimissioni di Macron. "Ho rispetto per le istituzioni e non voglio il caos. Ci sarà una coabitazione e io sarò il presidente del gruppo di maggioranza di un governo di coabitazione", ha detto.

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