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Il caso Epstein

Pubblicati i documenti mancanti degli Epstein files, ci sarebbero accuse di stupro contro Trump: “Zero prove”

Il Dipartimento della Giustizia USA ha reso noti alcuni documenti facenti parte degli Epstein files non ancora pubblicati: ci sarebbero le deposizioni all’FBI di una donna che avrebbe accusato di stupro Donald Trump. La Casa Bianca: “Tutto falso”.
A cura di Ida Artiaco
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Jeffrey Epstein e Donald Trump insieme a Mar–a–Lago nel 1997
Jeffrey Epstein e Donald Trump insieme a Mar–a–Lago nel 1997
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Il Dipartimento di Giustizia USA ha pubblicato nuovi documenti inediti che fanno pare dei cosiddetti Epstein files, relativi alle indagini su Jeffrey Epstein, il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 mentre era detenuto con accuse di abusi sessuali e traffico internazionale di minori, resi noti nelle scorse settimane e che hanno provocato un vero e proprio terremoto nella politica USA e non solo.

Tra le nuove carte ce ne sarebbero alcune contenti accuse di stupro contro il presidente USA Donald Trump, da parte di una donna che all'epoca dei fatti avrebbe avuto tra i 13 e i 15 anni. La pubblicazione degli ultimi documenti avviene dopo un’indagine della NPR, che aveva segnalato la scomparsa di decine di pagine, almeno 53, dal database pubblico, online dal 31 gennaio scorso.

La donna in questione, nelle sue deposizioni, avrebbe raccontato di aver conosciuto l'ex tycoon nel 1982, quando avrebbe provato ad abusare di lei. Dopo che lei rifiutò, lui avrebbe risposto mordendola. La sua identità non è stata resa nota e le accuse non sono state verificate. I documenti pubblicati in queste ore riportano il riassunto di quattro colloqui condotti dall’FBI nel 2019 con la donna che ha dichiarato di essere stata stuprata sia da Jeffrey Epstein che da Trump, e fattasi avanti poco dopo l'arresto del finanziere.

Non è chiaro cosa ne sia stato dell'indagine dell'FBI sulle affermazioni della donna. Un'e-mail inviata tra agenti la scorsa estate e inclusa negli archivi del Dipartimento di Giustizia afferma che "una vittima identificata ha affermato di essere stata abusata da Trump, ma alla fine si è rifiutata di collaborare", sebbene non specifichi se si tratti della stessa persona.

Nel frattempo, democratici e repubblicani della Commissione di Vigilanza della Camera hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia delle risposte concrete in merito ai fascicoli mancanti e alla gestione da parte dell’agenzia della divulgazione dei documenti di Epstein, mentre la Casa Bianca e il Dipartimento di Giustizia hanno tenuto a ribadire che i file resi pubblici includono "affermazioni false e sensazionalistiche". Ieri la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha descritto le affermazioni emerse dagli interrogatori dell'FBI come "accuse completamente infondate, supportate da zero prove credibili", aggiungendo che "la totale infondatezza di queste accuse è supportata anche dall'evidente fatto che il Dipartimento di Giustizia di Joe Biden ne era a conoscenza da quattro anni e non ha fatto nulla al riguardo, perché sapeva che il Presidente Trump non aveva fatto assolutamente nulla di male".

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