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Proteste in Iran dopo la morte di Mahsa Amini
2 Dicembre 2022
19:17

Proteste in Iran: condannata a morte Fahimeh Karimi, allenatrice di pallavolo e madre di tre figli

Fahimeh Karimi, allenatrice di pallavolo e madre di bimbi, è stata condannata a morte per aver preso parte alle proteste in Iran: è accusata di aver picchiato un membro dei paramilitari Bassij a Pakdasht.
A cura di Ida Artiaco
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Proteste in Iran dopo la morte di Mahsa Amini

È stata condannata a morte per aver preso parte alle proteste contro il regime in Iran Fahimeh Karimi, allenatrice di pallavolo e madre di bimbi.

Secondo quanto riferito dalla Commissione delle Donne all’interno del National Council of Resistance of Iran, che parla di notizie circolate sui social network in attesa di conferma, la donna è stata arrestata a Pakdasht, nella provincia d Teheran.

Trasferita nel carcere di Evin, dove è stata detenuta anche l'italiana Alessia Piperno, è stata poi confinata nella prigione di Khorin sempre a Pakdasht.

Karimi accusata di aver guidato le proteste e di aver picchiato un membro dei paramilitari Bassij durante i disordini nella sua città.

Negli ultimi 3 mesi circa, da quando cioè sono cominciate le proteste dopo la morte di Mahsa Amini, la ragazza di 22 anni morta in seguito ai maltrattamenti della polizia "morale", dopo essere stata arrestata per non aver indossato correttamente il velo, sono oltre 18mila le persone arrestate dalle forze di sicurezza, tra cui molti minorenni.

L'annuncio della prima condanna a morte in relazione ai "disordini" è arrivato all'inizio di novembre.

Secondo il verdetto del tribunale, l'imputato era stato giudicato colpevole di "aver appiccato il fuoco a un edificio governativo, di aver disturbato l'ordine pubblico, di essersi riunito e di aver cospirato per commettere un crimine contro la sicurezza nazionale e di essere un nemico di Allah", come aveva reso noto l'agenzia Mizan.

In totale, sono circa 450 le persone uccise durante le proteste. Tra le ultime vittime, il 27enne Mehran Samak, ucciso dalla polizia con un colpo di pistola a Bandar Anzali, mentre stava festeggiando la sconfitta della nazionale della Repubblica Islamica contro gli Usa ai Mondiali in Qatar: si trovava in macchina con la fidanzata quando è stato colpito.

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