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Proteste in Iran dopo la morte di Mahsa Amini

Iran, donna incinta condannata a morte: è accusata di aver incendiato una foto di Khomeini

Shahla Abdi, una donna incinta di origine curda, è accusata di aver incendiato un’immagine del fondatore della Repubblica islamica dell’Iran, Ruhollah Khomeini. Per questo è stata condannata a morte.
A cura di Davide Falcioni
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Le autorità iraniane hanno emesso una condanna a morte per una donna incinta di origine curda, Shahla Abdi, accusata di aver incendiato un'immagine del fondatore della Repubblica islamica dell'Iran, Ruhollah Khomeini. A renderlo noto l'emittente panaraba di proprietà saudita "Al Arabiya", secondo cui la donna rischia una "esecuzione imminente". Dal canto suo, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha chiesto un'"azione urgente" per ostacolare la decisione.

Nei primi giorni di quest'anno, la magistratura iraniana aveva condannato a morte un giovane di 18 anni accusato di aver "diretto" le rivolte nel nord dell’Iran, nella città di Nushahr. La nuova condanna era arrivata a pochi giorni da quella emessa contro Mehdi Mohammadi Fard e Mohammad Boroghani, ragazzi di 18 e 19 anni arrestati nel quadro delle perduranti proteste che investono tutto il Paese dal 17 settembre scorso, scoppiate a seguito della morte di Mahsa Amini, una 22enne curda deceduta dopo essere stata arrestata dalla polizia morale per aver infranto il codice di abbigliamento che impone alle donne di portare il velo.

Il 9 gennaio, altre tre persone sono state condannate con l'accusa di aver ucciso tre membri delle forze di sicurezza durante le proteste, portando a 17 il totale degli individui condannati a morte in relazione alla violenta mobilitazione. Il mese scorso, Majidreza Rahnavard, 23 anni, è stato impiccato in pubblico dopo essere stato condannato da un tribunale di Mashhad (nel nord-est dell’Iran).

L'Iran sanziona 34 soggetti europei ed inglesi: "Sostengono il terrorismo"

Nel frattempo il governo iraniano ha emesso sanzioni nei confronti di 34 soggetti europei e del Regno Unito, tra i quali l'eurodeputata leghista Anna Bonfrisco. Lo si legge in una nota del ministero degli Esteri di Teheran nella quale si precisa che nella lista figurano individui ed entità accusati di aver dato "sostegno al terrorismo e ai gruppi terroristici, istigato atti terroristici e violenza contro il popolo iraniano, interferito negli affari interni della Repubblica islamica, fomentato violenza e disordini in Iran, diffuso false informazioni sull'Iran e partecipato all'escalation di sanzioni crudeli contro il  popolo iraniano".

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