Hanno fatto il giro del mondo alcune immagini, condivise su Twitter, che immortalano gli studenti iraniani dell'Università Shahid Beheshti di Teheran, impegnati nelle proteste delle ultime ore contro il regime di Ali Khamenei per l'aereo ucraino precipitato, rifiutarsi di calpestare le bandiere di Usa e Israele dipinte sul terreno all'esterno dell'ateneo. Il filmato, dopo la conferma della sua veridicità, è stato ripostato centinaia di migliaia di volte, finendo su tutti i maggiori quotidiani internazionali. Si tratta di un gesto di non poco conto. Quelle bandiere, infatti, sono state disegnate a terra per essere calpestate e così oltraggiate, in segno di insulto a due Paesi che l'Iran considera nemici giurati. Addirittura, secondo il sito memri.org, che ha diffuso un altro video, i manifestanti avrebbero riempito di fischi gridato "nessun onore" a chi invece ci camminava sopra. Sempre secondo il portale, il filmato in questione sarebbe stato ripreso nella giornata di ieri, domenica 12 gennaio, nei pressi dell'ateneo.

Un segno di sfida, dunque, nei confronti della classe dirigente locale, a seguito dell'abbattimento, seppur involontario, del volo della Ukraine International Airlines, che ha provocato la morte di 176 persone, di cui la maggior parte iraniane. Non è la prima volta che si verifica un episodio del genere. Già nel 2016, infatti, come ricorda Time of Israel, il Prof. Sadegh Zibakalam si rifiutò di calpestare le due bandiere poste a terra in vari luoghi pubblici iraniani: "Mettere la bandiera di un paese a terra per calpestarlo è un errore e una mancanza di rispetto", aveva detto.

Nel frattempo, non si placano le proteste a Teheran e dintorni. Sempre ieri, anche il presidente Donald Trump era intervenuto sulle manifestazioni in corso: "Il governo iraniano deve consentire ai gruppi per i diritti umani di monitorare e riferire fatti reali sulle proteste in corso da parte del popolo iraniano", scrive su Twitter il presidente Donald Trump, aggiungendo: "Non può esserci un altro massacro di manifestanti pacifici, né un'altra chiusura di Internet. Il mondo sta guardando". Intanto, il primo ministro canadese Justin Trudeau ha dichiarato questa mattina che sullo schianto del Boeing ucraino su cui viaggiavano 57 cittadini canadesi, "giustizia sarà fatta. Chi è responsabile dovrà pagare. Non ci fermeremo finché non avremo risposte. Questa tragedia non sarebbe mai dovuta avvenire, voglio garantirvi che avrete il mio pieno sostegno in questi momenti di straordinaria difficoltà".