video suggerito
video suggerito
Opinioni

Perché i Volonterosi non mandano i loro soldati anche in Groenlandia e a Gaza?

In Ucraina, forze multinazionali in difesa di un eventuale tregua. In Groenlandia invece solo parole vuote, nonostante le minacce di Trump. A Gaza, invece, nemmeno le parole.
107 CONDIVISIONI
Immagine

Le coincidenze, a volte, sono rivelatrici.

Ad esempio, ieri a Parigi si sono incontrati i capi di Stato e di governo della cosiddetta Coalizione dei Volonterosi capitanata dal presidente francese Emmanuel Macron e dal premier britannico Kier Starmer. Questi trenta leader circa, prevalentemente europei, hanno firmato una importantissima dichiarazione che afferma che in caso di tregua o pace in Ucraina, per evitare che la Russia attacchi di nuovo, sarà dispiegata una forza militare multinazionale.

Bene, bravi, bis.

Ecco la coincidenza. A officiare questo rito parigino, oltre al diretto interessato, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, c’erano anche gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner, quest’ultimo genero di Donald Trump. Quello stesso Donald Trump che da qualche giorno è tornato a dire che gli Stati Uniti vogliono prendersi la Groenlandia – isola artica che fa parte della Danimarca – in quanto necessaria per la loro sicurezza.

Che non siano parole a vuoto l’hanno capito tutti. In primis la prima ministra danese Mette Frederiksen, che ha rafforzato il contingente militare danese sull’isola. E l’hanno capito pure i leader europei, che proprio ieri hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta in cui dicono che "i confini della Groenlandia sono inviolabili" e che i Paesi europei “non smetteranno di difenderli”.

Anche qui: bene, bravi, bis.

Solo, due piccoli dettagli

Il primo: perché i confini sono sacri e inviolabili – e chi li viola va sanzionato – tranne quando a violarli sono gli Stati Uniti in Venezuela o gli israeliani a Gaza?

Lo diciamo meglio: perché i Volonterosi europei non hanno speso mezza parola per affermare i medesimi principi quando Israele si permetteva di fare quello che voleva dentro i confini di un territorio non suo? E perché a nessun Volonteroso è venuto in mente di dispiegare una forza militare multinazionale anche nella Striscia – o in Cisgiordania, dove ieri l'esercito israeliano ha aperto il fuoco contro gli studenti universitari a Ramallah– per difendere la (virgolette) pace siglata a Sharm el Sheik?

Il secondo: perché i Volonterosi europei spediscono soldati a difendere i confini di un territorio che non fa (ancora) parte dell’Europa e della Nato, mentre decidono di non farlo in un territorio, la Groenlandia, che invece fa parte della Nato e dell’Europa?

La diciamo meglio, di nuovo: una minaccia di Trump è forse meno credibile di una minaccia di Putin? Anche dopo quel che è successo in Venezuela?

La verità, tanto evidente quanto terribile, è che ci sono paci più importanti di altre, e confini più inviolabili di altri. E che è solo la forza bruta, economica o militare che sia, a decidere quali lo siano, e quali no.

Tutto il resto è farsa, travestita da diplomazia.

107 CONDIVISIONI
Immagine
Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views