Credeva di avere una normale influenza, curabile con qualche antipiretico. Anzi, per non perdere tempo, non aveva neanche consultato il suo medico, pensando che sarebbe guarito in breve tempo. Invece, Reece Milner, 23enne di origine irlandese, è morto nel giro di 48 ore a causa di una miocardite. Il ragazzo, che era in perfetta salute, è stato trovato al termine della scorsa settimana in stato confusionale all'interno della sua auto da un passante, che ha allertato i soccorsi. I paramedici lo hanno immediatamente trasferito al Craigavon ​​Area Hospital, dove è stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva. Reece è deceduto solo due giorni dopo, circondato dall'affetto della sua famiglia e della sua fidanzata.

Stando a quanto hanno riferito i medici, il decesso è stato causato dall'infiammazione miocardica dei muscoli cardiaci a sua volta provocata da una rara infezione. "È stato malato nelle ultime tre settimane, ha vomitato qualche volta, ma abbiamo pensato che avesse l'influenza – ha raccontato alla stampa locale la compagna, Riofach Doran -. Era una persona davvero divertente ed estroversa, che amava far ridere la gente. Amava me e mio figlio, lo considerava come se fosse il suo, era così premuroso con tutti". La famiglia del ragazzo avrebbe voluto donare i suoi organi, realizzando uno dei desideri di Reece, ma non è stato possibile, perché dopo la morte è stata effettuata l'autopsia. Solo il cuore è stato donato a scopi di ricerca, e forse potrà comunque salvare la vita di qualcun altro.

Un episodio molto simile si è verificato anche in Italia qualche settimana fa: a Treviso uno studente di 14 anni è morto a causa di una miocardite di origine virale, una complicanza dell’influenza. Il ragazzo era stato ricoverato in ospedale e poi dimesso con la prescrizione di una terapia di antipiretici e riposo, poi il peggioramento e il tragico epilogo.