Orrore in Papua Nuova Guinea, dove in pochi giorni  le autorità hanno rinvenuto i corpi senza vita di oltre 20 persone, tra cui anche donne e bambini, uccise e fatte a pezzi durante violenti scontri tribali tra gruppi di indigeni. L'orribile rinvenimento nella provincia di Hela, una regione selvaggia nell'ovest del Paese controllata in gran parte da tribù che si combattono ormai da secoli. Secondo quanto riportano i media locali e australiani, i 24 morti sarebbero stai rinvenuti due differenti occasioni ma sarebbero collegati allo stesso conflitto in atto tra diverse tribù locali. Secondo l'emittente Australian Broadcasting Corp. (ABC), che cita il governatore di Hela, Philip Undialu, l'ultimo ritrovamento risale a  lunedì scorso quando sono stati rinvenuti 16 corpi nel villaggio di Karida. Questi sarebbero il frutto di una spedizione punitiva a seguito di un altro attacco avvenuto qualche giorni prima  in cui sono rimaste uccise altre sette persone nel villaggio di Munina.

Purtroppo non è la prima volta che nel Paese si assiste a una recrudescenza degli scontri tribali con persone anche inermi colpite ma purtroppo questa volta si rischia di sfociare una vera e propria carneficina. Il problema è che I clan degli altopiani si sono combattuti in Papua Nuova Guinea per secoli ma con armi  più rudimentali ora invece le tribù hanno largo accesso ad armi da fuoco e fucili automatici con tutte le immaginabili conseguenze del caso. Secondo gli esperti i morti potrebbero essere decisamente di più vista la portata dei ritrovamenti e il territorio che è largamente inaccessibile persino alle autorità di polizia del Paese. Inoltre notizie di scontri sono giunte da almeno altri due villaggi nella zona.

Il governo locale ha annunciato pubblicamente che intende intervenire massicciamente per interrompere la spirale di odio in queste aree rurali. "Criminali, il vostro tempo è scaduto", ha dichiarato infatti primo ministro James Marape assicurando che invierà in zona polizia e militari. , "Imparerete da quello che farò ai criminali che hanno ucciso persone innocenti, non ho paura di usare le misure più severe " ha tuonato il neoeletto premier sottolineando che la legge  prevede anche la pena di morte per chi si macchia di questi crimini