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Pakistan, vendetta sui talebani dopo la strage dei bimbi: “Ne impicchiamo 3mila”

In ritorsione al massacro della scuola di Peshawar il comandante dell’esercito, Raheel Sharif, ha chiesto al governo di Islamabad di realizzare oltre 3.000 esecuzioni di terroristi nelle prossime 48 ore.
A cura di Biagio Chiariello
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La strage di bambini nella scuola militare di Peshawar (le vittime sono state 148 persone, per la stragrande maggioranza bambini) non resterà impunita. Il governo pakistano è orientato ad una severa ritorsioni nei confronti di talebani e criminali in generale. Lo ha fatto capire bene il comandante dell’esercito pachistano, il generale Raheel Sharif, chiedendo al governo di Islamabad di effettuare oltre 3.000 impiccagioni di terroristi nelle prossime 48 ore. Sharif ha firmato i primi sei ordini d’esecuzione per oggi. Il primo condannato a morte a essere giustiziato sarà Aqeel, alias Dottor Usman, un ex medico militare colpevole di un blitz al quartier generale dell’esercito pakistano a Rawalpindi il 10 ottobre del 2009, costato la vita a 11 militari. Non sono ancora stati rivelati i nomi degli altri condannati, ma si sa che sono coinvolti nelle stragi contro l’ex presidente Pervez Musharraf e a Rawalpindi.

Continuano i combattimenti tra esercito pakistano e talebani

C’è da dire che mentre era in corso l'azione del commando armato nella scuola di Peshawar, il generale Sharif aveva già ordinato la ripresa delle operazioni militari nel Waziristan settentrionale, roccaforte del gruppo talebano Tehrek-e-Taliban Pakistan (TTP), artefice dell’orrendo massacro. Durante le ultime operazioni al confine con l’Afghanistan l'esercito di Islamabad ha ucciso 32 talebani: "Un gruppo di terroristi si stava muovendo da Tirah verso il confine Pak-Afghanistan. Le forze di sicurezza hanno teso un agguato al gruppo in movimento tra Wurmagai e Spurkot, uccidendo 32 terroristi in uno scontro a fuoco", si legge nel comunicato dell'esercito.  Lo stesso gruppo TTP, avrebbe pubblicato un video sui siti internet jihadisti nel quale vengono annunciati nuovi attacchi contro bersagli civili. Il Wall Street Journal sottolinea come si tratti di rappresaglie per le operazioni dei militari pachistani nelle province settentrionali sotto il controllo tribale, considerate il rifugio delle milizie talebane.

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